Dupino - Arcara - SS. Quaranta

Pubblicato in Le frazioni Etichettato sotto Scritto da Matteo

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Foto di Cava de' Tirreni

Prima di arrivare alla frazione di Dupino nella zona di Rotolo si trova la Chiesa di S. Giovanni Battista, eretta in data incerta. Un primo cenno della Chiesa si trova nella bolla di Papa Alessandro III del 1168 in cui c'è scritto che apparteneva alla Badia e che ad essa veniva affidata.

Solo nel 1441 sotto il Re Alfonso I d’Aragona veniva elevata a parrocchia. All’interno è possibile ammirare un notevole quadro donato da Nicola Gagliardi raffigurante la Madonna con S. Giovanni e S. Sebastiano.

Nel 1635 fu costruita la Confraternita della Beata Vergine e fu arricchita di dipinti. Nel 1980 la chiesa, a causa del sisma, divento’ inagibile e per 26 anni è rimasta chiusa al culto. E’ stata riaperta nel gennaio 2007.
Una lapide storica all'entrata della frazione di Dupino ricorda la nascita di Onofrio Scannapieco, lo storico Sindaco della Pergamena Bianca.

La chiesa attuale risale al XVIII sec. La tavola pregevolissima della <Crocefissione>, del napoletano Giuseppe d’Alfonso, è del 1587.
Il trittico settecentesco di S. Nicola  è opera del Cav. Armenante di Cava. All'interno della chiesa vi è anche un bel pulpito in legno dipinto in oro del '500: esso recava innanzi un'aquila bicipite con le insegne episcopali.

La chiesa di Dupino ha una fondazione risalente al XI sec. Fu rifatta nel 1708 e notizie storiche affermano che " essa si presenta lunga palmi 128 e larga palmi 59 ".

Proseguendo arriviamo a Santi Quaranta, il cui nome deriva da una cappella costruita in onore di 40 martiri immolati in Oriente. Il loro sacrificio fu molto sentito dai devoti, cosicché dei monaci armeni , quando si trasferirono in Italia, perseguitati da Leone III Isaurico (iconoclasta), ne esportarono il culto. Secondo altri, il nome è stato data alla zona in quanto 40 cavalieri, provenendo dalla Terra Santa, salvarono nell'XI secolo il Re di Salerno Guaimario III, scacciando gli invasori saraceni.

Discendendo verso Salerno, troviamo Arcara , una piccola frazione, il cui nome deriva dalla presenza di un antico acquedotto romano, che faceva passare l'acqua proprio attraverso gli archi, sfruttando il sistema dei vasi comunicanti. Esistono a Cava tali presenze anche nella zona della Badia e di S.Cesareo, nonchè a Salerno, nella centralissima via Arce.

Un altro epitaffio, sorto nel 1564 al confine meridionale della città, testimonia la costruzione del ponte di Surdolo (opera di Pietro de Baldo) che congiunge Cava al territorio di Vietri.


 

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