La rivalità tra Cava e Salerno

Pubblicato in Cava Ieri Etichettato sotto Scritto da Matteo

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Foto di Cava de' Tirreni

Fra Salerno, Cava ed anche Amalfi, tutti e tre centro di traffici commerciali e culturali, i rapporti non sono mai stati amichevoli e anche oggi, anche se esistono condizioni di vita sociale totalmente diverse, non sono ancora attutite ( vedi ad esempio il tifo calcistico).

Questi contrasti, soprattutto tra Cava e Salerno, ebbero il loro culmine nel Quattrocento e si manifestarono soprattutto attraverso rappresentazioni comiche prima alla corte aragonese e poi a Napoli.  Ma forse queste divergenze nacquero già tra il decimo ed undicesimo secolo quando gli abitanti della valle metelliana dovevano soffrire della condizione di vassallaggio dei principi longobardi nonostante i cavesi che si affacciavano al mare con Marcina (l’odierna Vietri sul mare) fossero, attraverso i monaci benedettini, validi commercianti marittimi. Anzi da qui nacque anche l’astio con gli amalfitani in quanto i benedettini non facevano che ripercorrere le vie già battute dalla Repubblica marinara.
Cava, tra Amalfi e Salerno, non poteva che accendere gelosie e rivalità, soprattutto in ambito commerciale.
Una data storica per questa rivalità tra Cava e Salerno è il 26 luglio 1290, quando ci furono divergenze trasformatesi in rissa per alcune nomine di giudici e notai; alcuni anni dopo i salernitani chiesero la solidarietà di paesi vicini (Amalfi) per altre situazioni di contrasto, pur sempre legate alle attività commerciali e alle invidie delle ricchezze accumulate nei commerci dei cavesi.
Con Ferrante I ed il privilegio della pergamena in bianco (6 settembre 1460) , ancora maggiormente si acuisce l’invidia dei Salernitani.
Le risse a poco a poco si trasformano in ironie, sarcasmo, frecciate soprattutto per cio’ che riguarda la trasformazione dei cavesi da popolo di tessitori e artisti di opere murarie in mercanti arricchiti : è in questo periodo che nascono le Farse Cavajole. Le ostilità continueranno nel Cinquecento e nel Seicento fino a nostri giorni, dove fortunatamente ormai sono soltanto “sportive”.


Il Campo Sportivo Comunale negli anni '50 - da notare la diversa disposizione dello stesso

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