I personaggi di Cava

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Foto di Cava de' Tirreni

Pittori, archeologi, scultori...

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Pittori, scrittori, archeologi, latinisti, scultori, eroi ed eroine delle guerre. Una città ricca di storia e di personaggi che hanno portato il nome della Città in tutto il mondo.

I personaggi

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Mamma Lucia
Raffaele Baldi
GAETANO Filangieri
Marco Galdi
Matteo Della Corte
Alfonso Balzico
Sabato M.Castaldi
Giovanni Canale
Nunziante Pagano

Farfariello
P. Attilio Mellone
Leopoldo Siani
Torquato Tasso
CARLO FILANGIERI


Raffaele Di Mauro

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Il canonico Raffale Di Mauro nacque a Cava il 15 agosto 1913 da Ernesto e Virginia Di Mauro.

Don Raffaele fu ordinato sacerdote nel luglio 1938.Ricoprì successivamente vari incarichi e servizi: fu canonico della Cattedrale, cancelliere vescovile, presidente della Caritas diocesana, vicario economo e infine parroco di Sant'Arcangelo .Nel 1942, durante i difficili anni della II Guerra Mondiale, fondo' l'OPera Pia Ernesto e Virginia di Mauro, accogliendo e sfamando centinaia di bambini.

Infatti la nota dominante della sua vita fu la carità, che si è concretizzata con la creazione della struttura di Sant'Arcangelo.L'accoglienza nella struttura di accoglienza di orfanelli, figli di carcerati, bimbi e ragazzi bisognosi portò anche alla necessità di affiancare anche un progetto nel settore educativo: fu così creata la scuola dell'infanzia e la scuola primaria con servizi  ed opportunità didattiche che vengono tuttora sono presenti.

La scuola venne poi affidata alle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, condividendo con il canonico la gestione, soprattutto educativa e cristiana.

Dopo una vita vissuta nella carità verso il prossimo, morì a Cava il 21 dicembre 1975.

A lui è intitolata il Largo antistante l'Opera Pia nella zona di Sant'Arcangelo.

 

Tommaso Gaudiosi

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Il Monte Avvocata - Sonetto

 

Costeggiando il Tirreno, eccelso monte
Fra cento colli insuperbir si vede,
Ch'altri, lontano a riguardarlo, crede
Che tocchi il ciel con l'elevata fronte.
Qui
vi Maria, da l'inesausto fonte
Delle grazie, che largo il ciel concede,
sparge i nembi ai fedeli, a la mercede
Le mani ha sempre infaticate e pronte.
Corre veloce il peregrin da lunge
L'alpestre giogo a superar col passo,
Ove l'occhio medesmo a pena giunge.
Perché se 'l monte appo le stelle è basso,
La bassezza del monte al ciel congiunge
l'Avvocata del Mondo in cima al sasso
.

                   Tommaso Gaudiosi, 1671

 

Onofrio De Giordano de la Cava

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"E io, sequendo la istoria,dico che nel tempo che ‘l famoso maestro Onofrio de Jordano avea pigliata la impresa del mirabile edificio del Castel Novo, la maiore parte de’ maestri e manipoli de la Cava se conduceano a Napoli, per lavorare la ditta opera…".

Così Masuccio Salernitano ricorda nella sua novella XI l’architetto Onofrio Giordano de la Cava. E’ lo stesso Onofrio caposcuola riconosciuti dei maestri muratori della città di ava che nel 1426 a Roma era alla direzione del restauro di Ponte Rotto e che tra il 1436 e il 1442 sarà impegnato nella costruzione di fontane, acquedotti e palazzi nella città dalmata di Ragusa,l’attuale Dubrovnik, e al suo ritorno in Italia a Napoli attenderà a molte opere tra cui la piu’ complessa fu Castel Nuovo.

Non ci sono molte notizie sull’architetto cavese,:e troviamo tracce a Roma come direttori di lavori su mandato della Camera Papale nel 1426 e fu chiamato da Giacomo Kotruljevic, uomo d’affari presso la Corte angioina della regina Giovanna a realizzare opere a Ragusa. Qui tra il 1436ed il 1442, Onofrio assunse ed eseguì numerose opere di ingegneria idraulica ed ancora oggi il suo acquedotto costituisce uno dei vanti della città, come si puo’ leggere sull’epigrafe posta sulla fontana maggiore dove viene spiegata anche la difficoltà dell’opera idraulica che conduceva lungo 12 Km le acque sovrabbondanti per colles difficillimo ductu. La costruzione dell’ acquedotto e delle fontane fu determinante per le condizioni igieniche della città, ma anche per lo sviluppo tessile (tintorie e lanifici). La Fontana Grande è simile ad un piccolo battistero, a pianta poligonale con sedici lati ed era sormontata da una lanterna,andata perduta dopo il violento terremoto del 1667. La fontana piu' piccola fu chiamata dai ragusei Fontana de la Cava e si trova tuttora presso la Porta Plocce.


Le fontane di Dubrovnik

Nel 1447 di ritorno a Napoli si dedico’ al completamento di Sedile Capuano e costruì l’anno successivo una cappella per la confraternita di S.Severo. Nel 1453 completò i lavori affidatigli per la costruzione del Castel Nuovo per la corte aragonese di Alfonso I. La data della sua morte è incerta: da alcuni documenti sembra sia morto il 5 gennaio 1479.

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