I personaggi di Cava

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Foto di Cava de' Tirreni

Nunziante Pagano

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Nunziante Pagano

Nato a Cava nel 1683, si trasferisce giovanissimo a Napoli,imponendo si non soltanto nel campo del diritto ma anche in quello poetico. Si fa propugnatore della superiorità del dialetto sulla lingua ufficiale, perché sosteneva che soltanto col dialetto, col quale si è cominciato con la nascita a conoscere le prime cose della vita , si possono esprimere pienamente i sentimenti e rivestire di una forma leggera, sobria e piacevole i concetti.

Compone tra l’altro un poemetto amoroso dal titolo “Mortella D’Orzolone” che è un inno alla vita semplice.Ma quello che gli attribuisce piu’ merito è la pubblicazione di “Le Bbinte rotole dello Valanzone”, poema sulle venti leggi che regolavano la vita del “Portico della Stadera”, una scuola filosofica che cercava di armonizzare e fondere lo stoicismo con la morale cristiana.

Di notevole importanza fu la trasposizione in dialetto napoletano della “batracomiomachia” pubblicata nello stesso volume delle “Bbinte rotole”.

Firmava le proprie opere con lo pseudonimo Abbruzio Arsura.Nunzian.

Giovanni Canale

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Della vita di Giovanni Canale si sa poco o nulla: nacque a Cava in contrada Pianesi, ove ancora si trova il palazzo gentilizio dei Canale; visse pero’ a lungo fuori città, tra Napoli e l’ Abruzzo, cui si riferiscono molti suo carmi. Mori a 92 anni.
Non poche sono le poesie che fanno riferimento alla sua provenienza metelliana. Ad esempio ne Dell’antica Marcinna il ricco lido ne parla al Signor Ignazio Di Nives nell’occasione della venuta dei Duchi di Nocera dalla Calabria; ma molte altre sue poesie si riferiscono a notabili de la Città de la Cava: al poeta Tommaso Gaudiosi, con Tommaso De Rosa, vescovo di Policastro, Don Stefano Quaranta, arcivescovo di Amalfi, Don Giuseppe Canale, presidente della Regia Camera. Tra i suoi sonetti ricordiamo quello che esalta il monastero della SS.Trinità:

Ecco la valle e la scoscesa balza
Ecco del fiumicel l’onda sonora
Che mormorando in precipizi sbalza
E le sue sponde inargentando infiora.
Dentro quel Sasso là, che curvo s’alza,
Co’ sui consorti Alferio ivi dimora.
Alma divota, il passo affretta e incalza,
E lo Speco, e i santi inchina e adora
Godi il canto dolcissimo e divino,
Che fan dei boschi i musici volanti
D’intorno all’antro e sopra il giogo alpino
Mira dall’armonia di si bei canti
Ch’ogn’angelo del ciel, fatto augellino,
Cantar dei divi l’alte glorie e i vant

Sabato Martelli Castaldi

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 Ufficiale esemplare, fu radiato da Mussolini per aver esposto con coraggio e senza veli la disastrosa situazione dell'aeronautica. Arrestato per la sua attività antifascista, fu detenuto nel carcere di via Tasso per 77 giorni. Sottoposto alle più terribili torture, non fece neppure un nome dei suoi compagni di lotta. Fu ucciso alle Fosse Ardeatine.

                   

 

Alfonso Balzico

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Alfonso Balzico ( dalla pietra di marmo l'arte viva)

balzico polaroidNacque il 19 ottobre 1825 e divenne ben presto orfano di entrambi i genitori; conseguiti gli studi con notevoli difficoltà economiche, subito si dimostrò di intelligenza ammirevole nonostante la sua giovane età. Notato dal giudice regio Francesco De Stefano per il suo valore artistico ed intellettuale, riuscì da ottenere un sussidio dal Comune e ad accedere all’Accademia delle Belle Arti di Napoli poi successivamente fu convocato da Vittorio Emanuele II per la realizzazione di un monumento a Massimo D’Azeglio e poi al Duca di Genova. Trasferitosi a Roma, conquistò il secondo posto per la commessa di una statua dedicata a Vittorio Emanuele II. Nel 1900 si recò a Parigi dove sarà premiato per la scultura su Cleopatra.  Muore il 2 febbraio 1901 e nel 1907, con una cerimonia che vede la partecipazione di eminenti artisti e la presenza della regina Margherita, s’inaugura a Roma il Museo Balzico.

Cava ha deciso di intitolare allo scultore nel 1913 una scuola, già Scuola Tecnica poi Complementare ed Avviamento professionale di tipo Commerciale ed oggi scuola media inferiore dal 1962. Inoltre gli è stata dedicata una strada  e posto un busto bronzeo a Palazzo di Città.

 

Matteo Della Corte

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Matteo Della Corte, archeologo, è stato uno dei maggiori epigrafisti e lettore di graffiti italiani. Nato a Cava de’ Tirreni il 13 ottobre 1875,laureato in Giurisprudenza e in Lettere,membro di diverse Accademie italiane ed estere, trascorse quasi sessant’anni nello studio degli scavi di Pompei. Al Congresso di Studi romani nel 1933 presentò incredibili rivelazioni sul periodo piu’ oscuro della vita di Augusto, attraverso al documentazione di graffiti scoperti sui muri di Pompei.
Tra l'altro egli identifico' in località "La Starza" a Somma Vesuviana, la dimora che vide la morte di Augusto, rimanendo impressionato dalla suontosità dei pochi resti portati alla luce. All'epoca il territorio di Somma ricadeva sotto la giurisdizione della città di Nola e, secondo il racconto di Tacito, Augusto morì, appunto, "apud Nolae" (presso Nola). Ma la scoperta piu’ significativa , molto nota al grande pubblico, è quella relativa alla presenza dei Cristiani a Pompei anteriormente al 79 D.C.: egli scoprì due esemplari dell’ormai famoso crittogramma del Pater Noster: uno di questi fu ritrovato su una delle colonne mediane del portico occidentale della grande Palestra pubblica posta vicino all’Anfiteatro di Pompei. Il crittogramma propone una misteriosa trascrizione sia delle prime due parole del Pater Noster sia del mistico simbolo dell’ Alfa  e Omega. Il Crittogramma è formato da cinque lettere, le quali da qualunque parti si leggano, in larghezza ed altezza, anche capovolgendo il quadrato,danno sempre lo stesso significato.

ROTAS

OPERA

TENET

AREPO

SATOR

La traduzione è:

SATOR Il seminatore
AREPO sul suo carro (arepo è parola di origine celtica il cui significato è simile a carro)
TENET dirige
OPERA con perizia
ROTAS le ruote (qui le ruote stanno a significare le orbite dei corpi celesti)

È chiaro che il seminatore è Dio mentre il carro è il suo trono. Con tutte e sole le venticinque lettere che formano questo quadrato magico, fu composto un altro diagramma: dove due PATERNOSTER appaiono intersecandosi, entrambi preceduti da A e seguiti da O, lettere che stanno per alfa e omega cioè i simboli dell'inizio e della fine di tutto.

Conferenziere geniale, il prof. Della Corte incantava letteralmente il pubblico grazie alle sue rievocazione di fatti e tradizioni antiche.Mori’ a Pompei il 5 febbraio 1962 ed è sepolto nel cimitero di Pompei in un grande monumento sepolcrale.
Numerosi sono i suoi scritti tra cui: Ercole e l’Ara Massima in un dipinto pompeiano, il Pomerium di Pompei, Novacula, Fullones, Epigrammi sepolcrali in Nuceria, Cleopatra, Marcantonio e Ottaviano nelle allegorie degli Argenti di Boscoreale.
La Città di Cava, memore, ha dedicato alla studioso una strada, una scuola ( l’ ex Istituto tecnico Commerciale, ora I.I.S.) nonché un busto bronzeo a Palazzo di Città.
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