La religiosità

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Foto di Cava de' Tirreni

La Chiesetta Della Corte a Cesinola

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Nella località di Cesinola è tornata da poco a risplendere la chiesetta Della Corte dedicata alla Madonna del Carmine.

Fu costruita tra il '500 ed il '600, per volere della famiglia Della Corte (sul portale ne è visibile lo stemma) e vi sono stati ritrovati di recente dei dipinti murali ( una crocifissione e parte di una Resurrezione).

Nel restauro avvenuto di recente sono state ripristinate le forme barocche della cappella e i segni del Regno di Napoli.

 

La chiesa di Sancta Maria de Virginibus

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La Chiesetta, quasi una cappella, è situata nella frazione di Pregiato nella zona di Pregiatello.
Costruita nel 1592, su pianta quadrata, con quattro muri massici che si chiudono in una volte a botta a lunetta, la chiesa si caratterizza per la sua semplicità e per il piccolo campanile a sud della facciata principale. All' interno si trova un altare e due dipinti dei primi decenni del XVII sec: una Madonna delle Grazie con i Santi Francesco d'Assisi e San Francesco di Paola e un tondo in cui viene rappresentato Dio Creatore.
Nel quadro vengono rappresentate le anime del Purgatorio e la Madonna delle Grazie di solito viene raffigurata nel gesto di allattare il Bambino Gesu' facendo sgorgare il latte a beneficio delle anime purganti. Anche la figura dei due santi è interessante in quanto intercessori verso le anime addolorate. Nel quadro è poi visibile la zona di Cava de' Tirreni verso Nord con in primo piano la Chiesa di San Nicola di Pregiato.
La zona dove si trova la chiesetta si chiama Casale della Fontana e viene ricordata anche dal Vescovo all'epoca, quando vengono ringraziati i benefattori che , per la comodità di tutti gli abitanti della contrada, specie per quelli anziani o che hanno impedimenti fisici, non possono partecipare alla Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di San Nicola, costruendo tale cappella: " Dilectis filiis hominibus universitatis casalis fontanae Cavensis Diocesis salutem in Domino sempiternam"

I Cappuccini e la chiesa di S.Maria degli Angeli

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La chiesa, intitolata a Santa Maria degli Angeli e il monastero, dedicato a San Felice di Cantalice, furono realizzati per ospitare i frati cappuccini nel 1569, per volontà del vescovo di Cava D.Tommaso Casellio da Rossano.
Costruita su disegno dell' architetto cavese Pignoloso Cafaro, tutto il monastero fu circondato da un muro di cinta ancora oggi visibile, con l' accesso da una scalinata per un accesso piu' agevole alla chiesa.
Con l' arrivo  soldati napoleonici, la chiesa fu saccheggiata e con la soppressione degli ordini religiosi e nell'ottobre del 1811 i monaci furono costretti ad abbandonare Cava.
I Cappuccini ritornarono solo nel 1814 per volontà del marchese Pasquale Adinolfi che acquistò la Chiesa e ne permise la riapertura religiosa. Dopo alterne vicende,il ritorno definitivo dell'ordine cappuccino si ebbe soltanto nel 1904.
La chiesa, a due navate, contiene notevoli lavori in legno, tra cui l'altare centrale finemente intagliato e le statue di San Francesco e Sant'Antonio attribuite a San Girolamo da Vietri. Sulle pareti laterali del presbiterio vi sono due tele del '700: la disputa di Gesù' al Tempio e l'adorazione dei Re Magi. Al centro della volta è interessante la tela che raffigura l' Immacolata, con S.Francesco e i Santi Cappuccini. Sullo sfondo si nota una rara immagine della Città di Cava.
La navata centrale ha tre cappelle, con bei dipinti. Interessante è anche il refettorio e il chiostro irregolare, con un pozzoe la biblioteca con numerose cinquecentine.

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                                                       cappuccini

Storia del monachesimo a Cava

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I primi monaci erano presenti sul territorio cavese già nel VI sec. D.C.

Probabilmente essi non professavano soltanto col rito latino, ma anche con quello greco, in considerazione che l’Italia Meridionale fino all’anno Mille, dal punto di vista ecclesiastico, era quasi interamente greca e sotto l’influenza di Fozio, teologo bizantino, santo della Chiesa orientale.


EREMITI

Il monachesimo si sviluppò principalmente con l’isolamento e la preghiera. I primi eremiti cavesi furono:

Pascasio
Eremita che si stabilì a Vetranto nel VI sec. Suo motto fu: pietas et caritas.
Abitando sulla via che da Nocera andava a Salerno spesso ospitava e accoglieva i passanti , offrendo loro tutto cio’ che poteva. Morì a 90 anni nel 554. Dopo molti secoli, un ricco signore di Castagneto Marco Onofrio Cioffi a sue spese per onorare la sua memoria fece costruire un mausoleo, con  la seguente trascrizione:

D.O.M

Hieronimo Lanfranco
E pisana nobilitate oriundo Caven antistite
sacro in Tempio Deiparae Virginis de Vetranto dicato regente
quo sodalitio clericorum instituto
VII idus junii anno ab eiusdem Virginispartu MDCXLVI
in eius aedis fundamentis
ossa Paschasii abbatis omnia, integraque
reperta sunt
nunc dicti antistitis opera
sumptibusque Marci Onuphrii Cioffi anno MDCXLVIII
honorifice reponenda curarunt


Eremiti armeni (a Croce)- Mancano documenti sull’origine, lo sviluppo e la scomparsa del monastero armeno che si formo’ sulla collina di Croce. Sul finire del XVII secolo venne a stabilirsi l’eremita persiano Giovanni Manuch:Prima ancora vi si era stabilito Giovanni di Giovanni, proveniente dalla Persia.


Eremiti del colle S.Elia -Vissero sul colle S.Elia, dove fu costruita col permesso del Vescovo del 1493 una piccola chiesa intitolata a S.Maria Regina Coeli . Dell’eremo e della chiesa resta qualche rudere.


Cenobiti- Nella seconda metà del X sec. Un cenobio di monaci greci si stabilì a Saragnano tra Alessia e il sentiero che arriva a Salerno attraverso il vallone “la Sgarrupa”, dove fu collocata nel 1900 la grande croce di marmo dedicata a Gesù Redentore , da poco ceduta sul terreno per il forte vento.Il cenobio fu fondato da un certo Marino con l’assenso del vescovo Giovanni di Salerno.La chiesa era dedicata a S.Nicola e vi era officiato il rito greco. Era visitata spesso dagli aristocratici del principato longobardo di Salerno.Della chiesa e del cenobio non vi è più traccia.


Benedettini - La grotta Arsicia, situata tra le montagne cavesi, fu rifugio di più eremiti. Della storia dei benedettini se ne parla più ampiamente nelle pagine dedicate alla Badia di Cava.
Ricordiamo comunque la presenza dei Benedettini, oltre a Corpo, sia sul colle S.Elia, che sul colle S.Martino che a Vietri


I Frati minori - Nell’ordine francescano i Frati Minori accolgono nei conventi tutti i frati che amano vivere nella piu’ rigorosa povertà.Nel 1450 l’Università de la Cava aveva stipulato una convenzione con i Frati Minori per erigere una chiesa e il convento. Il 24 febbraio 1500 i Frati vennero a Cava e presero possesso della struttura, istituendo due accademie: una filosofica, l’altra teologica.
Il convento fu frequentato da gentiluomini cavesi, che diedero vita poi alla congrega dell’Immacolata. I conventuali contribuirono anche alla nascita di un’accademia letteraria e alla formazione di una biblioteca, ancora oggi esistente, ricca di opere letterarie, teologiche e canoniche.

Gli ordini religiosi femminili

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A Cava esistevano ( ed esistono ancora) vari ordini religiosi femminili, come dimostrano le testimonianze storiche e documentarie cavesi.

Se ne elencano le più importanti:

Benedettine (San Liberatore)
Risiedevano a San Liberatore, nella chiesa fatta costruire da Arechi, principe di Salerno,verso l'VIII sec. d.C. Consegnata dal Vescovo di Salerno alla monaca Susanna, il monastero sorse a fianco della chiesa dedicata a Cristo Liberatore dell'umanità. Curiosamente, la Chiesa non fu costruita sulla cima, dove esistono ancora dei ruderi di una rocca di difesa contro i pirati saraceni, ma "in latere montis", al lato della collina, al riparo dai venti. Suor Susanna, benedettina, poi le badesse Anastasia, Aloaria e Lice restarono nel monastero fino a  quando il luogo non divenne pericoloso perché troppo solitario e le suore si trasferirono a S. Sofia a Salerno. Già nel '700 il monastero era in rovina e fu custodito da un eremita e nel tempo ebbe dei miglioramenti grazie alla bontà di benefattori con l' acquisto di arredi e quadri, Nel 1688 a seguito di un forte terremoto, il monastero subì seri danni  con bisogno di numerosi restauri. Fu posta una colonna di marmo con croce all'inizio della strada e a metà salita fu costruita una cappella dedicata alla Pietà; all'ingresso fu costruita una piramide con croce di marmo. Nel '900 riprese l'attività religioso , interrotta dalla guerra nel settembre del 1943. Gli anglo-americano dopo lo sbarco a Salerno, raggiunsero la cima dei S. Liberatore, per ottenere una posizione strategica per dominare il Golfo di Salerno e la vallata metelliana sino a  Nocera. L'eremo e la chiesa subirono numerosi danni .Seguì poi un periodo di abbandono, fino a i nostri giorni: ad oggi sono in corso restauri per portare a nuova luce la zona. Anni fa Vincenzo Adinolfi, salernitano, ha collocato a sue spese sulla cima del monte una grande croce luminosa, visibile ampiamente da Cava e da gran parte della zona di Salerno.


Clarisse ( S. Giovanni al Borgo )
Nato nel 1600 ,il monastero delle Clarisse o di S. Chiara accolse a pagamento le ragazze delle famiglie benestanti cavesi. La facciata, barocca, è ancora ben visibile nella Piazza E. Di Mauro. Molto ricco, il monastero fu spogliato di tutto nel 1799, fu soppresso nel 1866  e fu occupato da carceri, congrega della Carità e da scuole. Attualmente è sede di teatro comunale di prossima mediateca.


Clarisse ( Annunziata ).
Nel 1592 su donazione di Costantino Passaro fu edificato un convento di monache del secondo ordine francescano, fondato da s. Francesco e S. Chiara. Nel 1612 nel monastero c'erano 12 monache, alcune delle quali di buone famiglie cavesi. Nel 1750 il convento fu assegnato alla direzione spirituale di S. Alfonso de' Liguori. Fu ceduto poi allo stato nel 1909 e nel 1924 al Comune.


Benedettine (Corpo di Cava)
Se ne parla già nel 1169 in alcuni documenti. Era intitolato a Santa Maria ed era pertinenza del monastero della Santissima Trinità.

Cappuccine (Dupino)
Monache di clausura. Se ne hanno notizia già nel 1616 con un documento dell'Università della Cava al vescovo Lippi per far sorgere un monastero per 20 monacande con il contributo degli abitanti della zona di Dupino, Marini, SS. Quaranta , Marini ed Alessia. Il monastero era su tre piani ed aveva un giardino. Era annessa la Chiesa dedicata a S. Antonio. Resti del monastero sono visibili (mura ed alcuni residuati architettonici nelle abitazioni di Via Cappella).


Clarisse (Pregiato)
Il monastero di Pregiato, detto di Gesu' e Maria della Consolazione, nacque intorno al 1600, su richiesta degli abitanti della frazione. Fu completato nel 1618 ed accanto vi fu costruita una piccola chiesa. Le monache erano molto povere ed erano obbligate a lavorare per poter vivere, tanto che la badessa chiese ed ottenne di ritornare al monastero di S. Giovanni al Borgo. Nel 1686fu costruita una nuova cappella, abbellita nel '800. La chiesa fu ceduta poi al Comun nel 1931.


Oblate ( a S.Maria del Rifugio).
Fondato nel 1692 a cura di un frate cappuccino, padre Antonio da Olivara. Vi erano ragazze povere sotto la regola francescana. Le donne venivano chiamate "oblate" e lavoravano sotto la guida di una badessa. Vestivano di lana grigia, capelli rasati e portavano un velo. Nel monastero vi erano anche locatarie ed educande e vi erano maestri secolari, eletti da Comune e  prefetto della Congrega. I maestri erano quattro, secondo i quattro quartieri cittadini e dovevano essere persone integerrime e superiori di età ai 40 anni. Nel 1862 passò sotto la giurisdizione della congrega di Carità. Successivamente nel 1868 il conservatorio fu soppresso dando luogo ad un orfanotrofio femminile.


Suore della Carità
Congregazione fondata da S.Giovanna Antida nel 1799. Furono chiamate le suore della zuppa dei poveri e delle piccole scuole. Assistevano negli ospedali, nei manicomi, negli asili. Vennero a Cava nel 1864, assistendo i bambini dell'Asilo di S. Giovanni, a Pregiato e a S. Maria del Rifugio. Sono ancora presenti sul territorio sia nell'Istituto Di Mauro a S. Arcangelo che nella zona di S.Vito (SS. Rosario).

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