Il passaggio di S. Francesco di Paola a Cava

Pubblicato in La religiosità Etichettato sotto Scritto da Matteo

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Foto di Cava de' Tirreni

San Francesco di Paola vanta un passaggio nella città di Cava con l'apposizione della prima pietra della Chiesa dedicata alla Madonna dell'Olmo nel 1482 come ricorda la lapide posta sulla porta laterale.

La "charitas" e le guarigioni miracolose del Santo ( ad esempio il celebre miracolo dell’attraversamento dello stretto di Messina sul mantello) erano noti non solo in Italia ma anche in tutta Europa e molti potenti lo invitavano a recarsi presso di loro per operare miracoli. Fu proprio su invito del papa Sisto IV di recarsi in Francia dal  Re Luigi XI ammalatosi che il Santo si trovo' a sostare a Cava e gli fu richiesto di porre la prima pietra di una chiesa per la quale  profetizzò che in futuro sarebbe nato un monastero del suo ordine. Infatti nel 1581 la Chiesa venne  a lui dedicata con la cura dei Padri Minimi, detti anche Paolotti, appartenenti all'Ordine da lui fondato, in cui veniva osservata una povertà assoluta. Con le leggi di soppressione, nel 1869 subentrarono i Padri Filippini che tuttora gestiscono la Basilica. Durante il suo soggiorno a Cava fu ospite della famiglia De Curtis, lungo la via che da Sant'Arcangelo porta a Licurti e sul portale della casa dove fu ospitato è ancora presente una bella edicola votiva. Questa edicola non è la sola che si trova in città: molte chiese cavesi presentano l'immagine del Santo o la scritta "Charitas"
Il Santo viene rappresentato anche nelle tele del '600 che si trovano sul soffitto della chiesa della Madonna dell'Olmo che illustrano episodi della sua avventurosa vita. La piu' grande, centrale, rappresenta S.Francesco che sorvola la città : è un dipinto di Michele Ragolia ,pittore palermitano, attivo a Napoli e nelle sue Province, che riuscì a coniugare gli ultimi riflussi manieristici (dovuti al suo apprendistato alla bottega di Belisario Corinzio) con le istanze classiciste. Il dipinto è anche una delle prime vedute della città: il Santo ha in mano un foglio in cui si legge: “Cava noli timere, protector tuus sum” datato 1683. Nello stesso anno fu dichiarato protettore della Città.



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