Storia del monachesimo a Cava

Pubblicato in La religiosità Etichettato sotto Scritto da Matteo

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Foto di Cava de' Tirreni

I primi monaci erano presenti sul territorio cavese già nel VI sec. D.C.

Probabilmente essi non professavano soltanto col rito latino, ma anche con quello greco, in considerazione che l’Italia Meridionale fino all’anno Mille, dal punto di vista ecclesiastico, era quasi interamente greca e sotto l’influenza di Fozio, teologo bizantino, santo della Chiesa orientale.


EREMITI

Il monachesimo si sviluppò principalmente con l’isolamento e la preghiera. I primi eremiti cavesi furono:

Pascasio
Eremita che si stabilì a Vetranto nel VI sec. Suo motto fu: pietas et caritas.
Abitando sulla via che da Nocera andava a Salerno spesso ospitava e accoglieva i passanti , offrendo loro tutto cio’ che poteva. Morì a 90 anni nel 554. Dopo molti secoli, un ricco signore di Castagneto Marco Onofrio Cioffi a sue spese per onorare la sua memoria fece costruire un mausoleo, con  la seguente trascrizione:

D.O.M

Hieronimo Lanfranco
E pisana nobilitate oriundo Caven antistite
sacro in Tempio Deiparae Virginis de Vetranto dicato regente
quo sodalitio clericorum instituto
VII idus junii anno ab eiusdem Virginispartu MDCXLVI
in eius aedis fundamentis
ossa Paschasii abbatis omnia, integraque
reperta sunt
nunc dicti antistitis opera
sumptibusque Marci Onuphrii Cioffi anno MDCXLVIII
honorifice reponenda curarunt


Eremiti armeni (a Croce)- Mancano documenti sull’origine, lo sviluppo e la scomparsa del monastero armeno che si formo’ sulla collina di Croce. Sul finire del XVII secolo venne a stabilirsi l’eremita persiano Giovanni Manuch:Prima ancora vi si era stabilito Giovanni di Giovanni, proveniente dalla Persia.


Eremiti del colle S.Elia -Vissero sul colle S.Elia, dove fu costruita col permesso del Vescovo del 1493 una piccola chiesa intitolata a S.Maria Regina Coeli . Dell’eremo e della chiesa resta qualche rudere.


Cenobiti- Nella seconda metà del X sec. Un cenobio di monaci greci si stabilì a Saragnano tra Alessia e il sentiero che arriva a Salerno attraverso il vallone “la Sgarrupa”, dove fu collocata nel 1900 la grande croce di marmo dedicata a Gesù Redentore , da poco ceduta sul terreno per il forte vento.Il cenobio fu fondato da un certo Marino con l’assenso del vescovo Giovanni di Salerno.La chiesa era dedicata a S.Nicola e vi era officiato il rito greco. Era visitata spesso dagli aristocratici del principato longobardo di Salerno.Della chiesa e del cenobio non vi è più traccia.


Benedettini - La grotta Arsicia, situata tra le montagne cavesi, fu rifugio di più eremiti. Della storia dei benedettini se ne parla più ampiamente nelle pagine dedicate alla Badia di Cava.
Ricordiamo comunque la presenza dei Benedettini, oltre a Corpo, sia sul colle S.Elia, che sul colle S.Martino che a Vietri


I Frati minori - Nell’ordine francescano i Frati Minori accolgono nei conventi tutti i frati che amano vivere nella piu’ rigorosa povertà.Nel 1450 l’Università de la Cava aveva stipulato una convenzione con i Frati Minori per erigere una chiesa e il convento. Il 24 febbraio 1500 i Frati vennero a Cava e presero possesso della struttura, istituendo due accademie: una filosofica, l’altra teologica.
Il convento fu frequentato da gentiluomini cavesi, che diedero vita poi alla congrega dell’Immacolata. I conventuali contribuirono anche alla nascita di un’accademia letteraria e alla formazione di una biblioteca, ancora oggi esistente, ricca di opere letterarie, teologiche e canoniche.

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