Le frazioni

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Foto di Cava de' Tirreni

Corpo di Cava

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Antica sede del "corpo" dei magistrati del territorio, che sovrasta della sua rocca il complesso della Badia, conserva notevoli avanzi delle mura di fortificazione del XIII sec. La costruzione del villaggio fu voluta da Sant' Alferio Pappacarbone, che già nel 1012 fece costruire alcune abitazioni e un ospizio per i poveri e per i pellegrini.

Castagneto

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La frazione Castagneto ha nome derivante dai numerosi boschi di castagno disseminati lungo la collina.

E' caratterizzata da una folta vegetazione e da bellissime ville ottocentesche (Casa Orilia, Villa Cavaliere e Villa Cardinale, Villa Fittipaldi). IIl villaggio, amato ed immortalato da pittori del Grand Tour, è stata .sosta obbligata per i numerosi turisti che percorrevano l'itinerario del Gran Tour Amalfi-Paestum,non essendo ancora tracciata la via carrozzabile che conduceva in costiera.

La prima casa che incontriamo è Casa Orilia sita in Via Orilia. La facciata è stata trasformata negli anni '50 e non presenta alcun elemento originale, a parte il cortile, in cui vi sono alcune colonne catalane.Il portale, in pietra grigia, precede l'androne con una volta a botte "unghiata" e al centro del cortile vi è un pozzo privo di decorazioni. Al lato del portone vi è una piccola cappella con la scritta "Qui non si gode asilo", indicandone una struttura religiosa privata.

Proseguendo troviamo Villa Cardinale. La scrittrice francese Paolina La Ferronays, moglie del funzionario dell'ambasciata inglese a Napoli Augusto Craven, venuta in visita a Castagneto, rimase affascinata dal bellissimo panorama ammirato dal terrazzo in un piccolo fondo rustico del Galise. Incoraggiata dall'amica Ravaschieri, acquisto' la casa e la trasformò in una splendida villa .La sua presenza a Castagneto diede impulso alla villeggiatura che si sviluppava in quel periodo. Le perdite finanziarie del marito porto' alla vendita della villa che fu acquistata da Giovanna Filangieri, duchessa Cardinale. Nell'ultima guerra mondiale in essa fu ospitato il Comando greco dell'esercito alleato :bellissimo il parco esterno che presenta ancora l'impianto ottocentesco di circ 10.000 mq. con percorsi sinuosi, prati ed alberature imponenti. Molte suppellettili della villa si possono oggi ammirare nel Museo Civico Filangieri di Napoli.

Da Via Craven proseguendo su Via Palazzo si giunge alla localita' Li Landi, con un bivio per la frazione S.Cesareo. Qui vi è la chiesetta di Castagneto, la cui Cappellania apparteneva per diritto di patrimonio ai signori Francesco Scafati di Scafati e Barone Raffaele del Baglivo di Portici, che poi la lasciarono a Gennaro Sabatino il 9.11.1851 per il notaio Vincenzo Avallone. In essa vi sono custoditi la Madonna dell'Addolorata ed il Crocefisso che anticamente erano nella Chiesa di Vetranto, in quanto questa piccola cappella ne era la succursale, come vi è segnalato sulla scritta sul portale.

La piazzetta è racchiusa su due lati da Palazzo Landi, costruito nella seconda meta' del Cinquecento.Degni di note sono le cimase delle finestre ed il cornicione decorato con triglifi.Caratteristico è anche il ponte in lamia sopra la via pubblica che congiunge i due caseggiati Landi.

 


Panorama da Castagneto - Foto F. Adinolfi

Nel Medioevo la strada che collegava Vietri a Cava affiancava il torrente Bonea e passava per la zona di Vetranto, dove sono stati ritrovati vari reperti archeologici che dimostrano la presenza dei Romani nella valle metelliana; qui si trova anche la chiesa di S.Maria della Purificazione , risalente all'anno 1000 recentemente restaurata.



Veduta di Vetranto

 

S.Cesareo

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Proseguendo, da Castagneto verso destra si continua attraverso l'abitato di casa Davide per arrivare più a valle alla sorgente di Tolomei, che confluisce poco più avanti con il Bonea. mentre risalendo troviamo il villaggio di S.Cesareo, con la chiesa dedicata al Santo, martire di Gaeta , con alcuni palazzi d'epoca ( Palazzo Campanile e Palazzo Cafaro).

S.Lucia

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Sorge ai margini dell'antica Nuceria Alfaterna, su una ricca area archeologica. La serie delle torri longobarde, adibite alla caccia dei colombi selvatici, inizia dal suo territorio prolungandosi fino alla collina di S. Liberatore. Questa caccia si praticava con ampie reti, secondo un rituale rimasto intatto nei secoli. E' in corso un itinerario specifico, denominato Parco delle Torri longobarde.

S.Anna

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La strada principale, passando per la località Scarico, detta così per il deposito di legname che qui veniva un tempo effettuato, conduce alla contrada San Felice e al villaggio di Sant’Anna, con possibilità di addentrarsi nel Parco Decimari (istituito nel 1980 attrezzato con percorsi didattici e centro di accoglienza) e di fruire dell’ospitalità di aziende agrituristiche o ristoranti.

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