S.Cesareo

Pubblicato in Le frazioni Etichettato sotto Scritto da Matteo

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Foto di Cava de' Tirreni

Proseguendo, da Castagneto verso destra si continua attraverso l'abitato di casa Davide per arrivare più a valle alla sorgente di Tolomei, che confluisce poco più avanti con il Bonea. mentre risalendo troviamo il villaggio di S.Cesareo, con la chiesa dedicata al Santo, martire di Gaeta , con alcuni palazzi d'epoca ( Palazzo Campanile e Palazzo Cafaro).

Una certa importanza riveste la Chiesa di Santa Maria della Purificazione del XV secolo attualmente abbandonata. Nella chiesa esisteva la lapide dell’abate Pascasio, oggi situata all’interno del Seminario Vescovile,del VI secolo (554). Pascasio era un anacoreta che visse in meditazione e preghiera tra i monti di Cava, facendo del bene ed assistendo i pellegrini.Continuando verso Corpo di Cava, si giunge all' Avvocatella e alle grotte del Bonea. La zona, ricca di tradizioni e di leggende, ha ispirato numerosi paesaggisti dell'800.

Nella zona sorge il santuario dell'Avvocatella, diretto dai Benedettini, in cui il 13 di ogni mese si svolge una solenne processione con inni e preghiere alla Madonna. Esso fu eretto nel 1702 da Cesareo Domenico Campanile e Carlo Cristiano.  Nacque a seguito di un racconto di una persona del posto che narro’ di aver incontrato un uomo che si era dissolto in una nube di fumo non appena aveva sentito nominare il nome della Madonna. Sotto le spoglie dell’uomo si nascondeva il demonio, uscita da una grotta nei pressi di quel luogo e che pertanto bisognava erigere una cappella per tenerlo lontano. Il luogo è meta di pellegrinaggi , anche forse per i diversi casi risolti dai monaci di invasione demoniaca ( esorcismo ). All'interno della chiesa in una nicchia dentro una grotta vi è un'immagine della Vergine che solleva il bambino per farlo adorare agli eremiti S. Paolo e S.Onofrio.

A lato del santuario, sulla strada che congiunge Cava a Vietri sul mare, a Dragonea, sorge il Mulino di Bonea detto anche "Casa rosa". Qui si svolgeva un'intensa attività molitoria tra il '600 e l'800, lungo i corsi del fiume Selano e del torrente Bonea.
Fu chiuso nel 1954 dopo il disastroso alluvione che sconvolse la zona.

                                   

 

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