Con i suoi 53mila abitanti e una posizione geografica strategica nel cuore della provincia salernitana, Cava de’ Tirreni potrebbe rappresentare un punto di riferimento turistico di primo piano. Eppure, nonostante le potenzialità, il comparto turistico locale resta ancora largamente sottoutilizzato.
Una posizione strategica nel cuore della Campania
La città metelliana si colloca in un punto nevralgico del territorio campano, fungendo da crocevia naturale tra l’Agro nocerino-sarnese, l’area urbana di Salerno e la celebre Costiera Amalfitana. A questo si aggiunge il ruolo di porta d’accesso al Parco Regionale dei Monti Lattari, un patrimonio naturalistico di grande valore che attrae ogni anno migliaia di visitatori.
Questa collocazione geografica rappresenta indubbiamente un vantaggio competitivo, ma finora non si è tradotta in un effettivo sviluppo del settore turistico locale.
Un patrimonio storico con le radici nell’ epoca romana
L’appellativo “città metelliana” deriva dall’aver ospitato in epoca romana la villa del console Metellio, testimonianza di un’eredità storica che attraversa i secoli. Questo patrimonio culturale, unito alle stratificazioni successive che hanno caratterizzato lo sviluppo urbano, costituisce un elemento identitario forte che meriterebbe una maggiore valorizzazione in chiave turistica.
La vocazione turistica di Cava, infatti, ha origini antiche, ma non ha mai conosciuto quello sviluppo che le caratteristiche del territorio avrebbero potuto garantire.
Le risorse disponibili
Secondo uno studio condotto dall’Università degli Studi di Salerno, pubblicato nel volume “Cava de’ Tirreni: una lettura geografica della città metelliana”, il territorio cavese dispone di risorse significative:
Il patrimonio naturalistico: la prossimità al Parco dei Monti Lattari offre concrete opportunità per lo sviluppo di forme di turismo naturalistico, escursionistico e sportivo.
La posizione logistica: Cava rappresenta una base ideale per chi intende visitare sia le località costiere che l’entroterra campano, con collegamenti viari che facilitano gli spostamenti.
Il tessuto commerciale: la tradizione di “città mercato” e il sistema commerciale consolidato costituiscono un elemento di attrazione che potrebbe integrarsi nell’offerta turistica complessiva.
Le risorse culturali e storiche: il centro storico e il patrimonio architettonico rappresentano asset ancora in parte inesplorati dal punto di vista turistico.
Da un’analisi condotta da ricercatori dell’ateneo salernitano ha evidenziato come Cava rischi di configurarsi prevalentemente come luogo di transito piuttosto che come vera e propria destinazione turistica. Questo gap tra potenzialità e realtà deriva dall’assenza di una strategia integrata di sviluppo del settore.
Lo studio sottolinea inoltre come le città di dimensioni medio-piccole, categoria in cui rientra Cava, stiano vivendo una fase di rivalutazione nel contesto della rete urbana europea. Si parla di una “rivincita dei centri minori” che, irecentemente, sono tornati ad assumere un ruolo centrale grazie alle loro specificità territoriali e alla qualità della vita che possono offrire.
Verso un modello di sviluppo turistico integrato
La ricerca propone un approccio centrato sulle specificità del territorio allo sviluppo turistico, che pone al centro le risorse locali intese come “beni comuni“. Questo significa costruire un’offerta turistica che valorizzi l’identità territoriale, coinvolga attivamente gli attori economici e sociali del territorio e integri i diversi settori economici – dal commercio all’agricoltura, dalla cultura ai servizi.
Un elemento innovativo dello studio è rappresentato dalla metodologia adottata dai ricercatori , che affianca all’analisi quantitativa dei dati un approccio qualitativo basato su questionari rivolti a diverse categorie di soggetti: turisti, operatori commerciali, imprenditori agricoli e cittadini. Questo metodo di indagine consente di comprendere come il territorio venga effettivamente vissuto e percepito da chi lo frequenta, offrendo spunti concreti per orientare le scelte di programmazione.
Le prospettive di sviluppo
Il sistema turistico cavese necessita di un salto di qualità che trasformi le potenzialità in concrete opportunità di sviluppo economico. Ciò richiede una pianificazione territoriale che superi la frammentazione degli interventi e punti a costruire un’offerta turistica coordinata e distintiva.
Le dimensioni urbane contenute di Cava,che non rappresentano un limite, potrebbero costituire un elemento di forza in un mercato turistico sempre più orientato verso destinazioni autentiche e esperienze di qualità, lontane dal turismo di massa.
La sfida consiste nel passare da una condizione di città “attraversata” dai flussi turistici diretti altrove a quella di destinazione capace di trattenere i visitatori, offrendo un’esperienza territoriale completa e di valore.
Cava de’ Tirreni in conclusione dispone delle risorse necessarie per sviluppare un sistema turistico locale significativo, ma serve una regia strategica che coordini gli sforzi, valorizzi le specificità territoriali e coinvolga tutti gli attori del sistema economico e sociale locale.
Il turismo potrebbe rappresentare, accanto al commercio e agli altri settori tradizionali, un pilastro importante per l’economia cittadina. A condizione che si attui una programmazione lungimirante e partecipata, capace di coniugare sviluppo economico e sostenibilità del territorio.
L’articolo si basa sui contenuti della pubblicazione “Cava de’ Tirreni: una lettura geografica della città metelliana”, ricerca curata da Giorgia Iovino per l’Università degli Studi di Salerno, edita da Gechi Edizioni nel 2019.