Un documento d’archivio del XVIII secolo accende una luce, ma non dissipa il mistero: i Padri Scolopii hanno davvero istituito una scuola nella nostra città? Le ricerche storiche rivelano indizi intriganti ma anche lacune documentali che invitano alla cautela.
Chi erano i Padri Scolopi?
I Padri Scolopi, il cui nome deriva dalla composizione del latino schola («scuola») e pius («pio»), rappresentano uno degli ordini religiosi più significativi nella storia dell’educazione europea. Fondati a Roma nel 1597 da San Giuseppe Calasanzio (1557-1648), sacerdote spagnolo originario di Peralta de la Sal, i Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie ebbero il merito di aprire la prima scuola pubblica popolare gratuita in Europa.
San Giuseppe Calasanzio intuì che l’educazione rappresentasse la chiave per il riscatto sociale delle classi popolari. La sua congregazione, ufficialmente riconosciuta da Papa Paolo V nel 1617 ed elevata a ordine regolare da Papa Gregorio XV nel 1621, si distingueva per un quarto voto oltre ai tradizionali voti di povertà, castità e obbedienza: l’impegno nell’educazione dei bambini e dei giovani, specialmente poveri.
Il documento del 1702: una traccia concreta
Ed è proprio qui che la storia si fa interessante. Tra gli appunti del Canonico Don Alberto De Filippis, studioso e appassionato della storia cavese, emerge un riferimento prezioso contenuto nell’Archivio Comunale di Cava. Nel volume VII dell’opera “Opuscolo del Rev. Don Mario Violante – Per una monografia sulla Pubblica Istruzione nel Comune di Cava dei Tirreni” si legge di una seduta consiliare del 30 giugno 1702 che fa esplicito riferimento agli Scolopi.
Secondo questo documento, durante la seduta presieduta dal Regio Palatino Regiminis , il Sindaco Bartolomeo Loffredo espose che il concittadino Palmarino Fasano, probabilmente deceduto, aveva lasciato una rendita annua di 2.815 ducati per l’erezione di una pubblica scuola. Il documento rivela inoltre che si sentiva una vera necessità di istituire tale istituzione, e che i Padri Scolopi di Napoli avevano già avuto l’idea di aprire un loro istituto proprio a Cava.
Elemento cruciale: gli Scolopi avevano già esposto il disegno al Vescovo, il quale aveva stabilito di concedere ad essi i locali del suo palazzo vecchio, da adattarsi allo scopo, e proponevano l’accettazione della scuola.
La proposta venne accettata con la locuzione “nemine discrepante” (senza dissensi).
Il mistero dell’ubicazione: palazzo vescovile o Seminario?
Don Attilio Della Porta, altro illustre studioso della storia sacra di Cava, interpellato da Don Alberto De Filippis sulla questione, solleva un dubbio che complica ulteriormente il quadro: quale fosse effettivamente questo “palazzo vescovile vecchio” destinato agli Scolopi?
Secondo quanto riportato dall’articolo de “Il Castello”, dalla surriportata delibera sembrerebbe che il primo palazzo vescovile di Cava fosse quello dove attualmente si trova il Seminario Diocesano, e che la primitiva facciata del Duomo fosse rivolta a Mezzogiorno, cioè verso il mare lontano. Tuttavia, come appare dai segni ancora oggi visibili dal lato di Piazza Vittorio Emanuele, questa era certamente l’ubicazione originaria.
L’espansione degli Scolopi nel Mezzogiorno
Durante il XVIII secolo, gli Scolopi vissero il loro periodo di massimo splendore. Grazie alle bolle papali del 1731 e 1733 di Papa Clemente XII, ottennero la facoltà di insegnare ovunque anche le scienze maggiori. Il loro modello educativo si diffuse rapidamente in tutta Europa.
In Campania, l’ordine era certamente presente e attivo. A Pagani, nella provincia di Salerno, i Padri Scolopi si stabilirono già dal 1627, ampliarono la chiesa e il convento (l’attuale Palazzo San Carlo, sede del Municipio) e vi aprirono le prime scuole popolari della provincia. A Napoli, come attestato dal documento del 1702, esisteva già una presenza consolidata dell’ordine.
Il dubbio centrale: la scuola fu realmente istituita?
Ed è proprio qui che il mistero si infittisce. Nonostante l’esistenza del documento del 1702 che attesta l’approvazione consiliare del progetto scolopico, non abbiamo tracce documentali successive che confermino l’effettiva apertura e il funzionamento di una scuola degli Scolopi a Cava de’ Tirreni.
Questa assenza di conferme è significativa. Se la scuola fosse stata effettivamente istituita e avesse operato, ci aspetteremmo di trovare registri scolastici o documenti amministrativi dell’istituto, menzioni nelle cronache civiche o religiose successive al 1702,riferimenti nei registri diocesani relativi all’uso del palazzo vescovile o la documentazione relativa alle soppressioni napoleoniche del 1807, che riguardarono molti ordini religiosi
Invece, le fonti storiche cavesi sono ricche di dettagli sulla presenza della monumentale Abbazia Benedettina della Santissima Trinità (fondata nel 1011), del Convento Francescano di San Francesco e Sant’Antonio (fondato nel 1492), ma tacciono sulla presenza operativa degli Scolopi.
Possibili scenari storici
Di fronte a questa situazione documentale, possiamo ipotizzare alcuni scenari:
1. Il progetto non si concretizzò mai. Nonostante l’approvazione consiliare del 1702, è possibile che difficoltà finanziarie, logistiche o di altra natura abbiano impedito l’effettiva apertura della scuola. I soldi stanziati per la “erezione di una pubblica scuola” potrebbero essere stati insufficienti o non essere mai stati effettivamente erogati.
2. La scuola operò per un periodo limitato. L’istituto potrebbe aver funzionato solo per alcuni anni, non lasciando tracce documentali significative, specialmente se successivamente chiuso prima delle grandi soppressioni napoleoniche.
3. I documenti sono andati perduti. Le turbolenze storiche, in particolare le soppressioni degli ordini religiosi del 1807 (decreto di Giuseppe Bonaparte) e del 1866 (legge italiana), potrebbero aver causato la dispersione degli archivi. È interessante notare che durante le soppressioni napoleoniche del 1809, gli Scolopi furono tra gli ordini preservati proprio per il loro ruolo educativo, insieme ai Fatebenefratelli. Se fossero stati operativi a Cava, ci si aspetterebbe che la loro istituzione fosse stata risparmiata.
Le alternative educative a Cava
La storia dell’educazione a Cava de’ Tirreni nel periodo in questione era comunque vivace. L’Abbazia Benedettina mantenne sempre un ruolo centrale nell’istruzione. Nel 1867 venne istituito il Collegio San Benedetto con liceo classico (pareggiato nel 1894), successivamente affiancato dal liceo scientifico e dalle scuole medie.
Un capitolo ancora da scrivere
Allo stato attuale delle ricerche, possiamo affermare con certezza che nel 1702 il Comune di Cava de’ Tirreni approvò formalmente un progetto per l’istituzione di una scuola degli Scolopi. Tuttavia, non esistono prove documentali che attestino l’effettiva realizzazione e il funzionamento di tale scuola.
La domanda resta aperta: il progetto del 1702 si concretizzò mai? O rimase solo un’aspirazione della comunità cavese, un sogno di istruzione pubblica che non riuscì a tradursi in realtà? La risposta definitiva attende ancora di essere scritta nelle pagine della storia locale.
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Fonti:
• Archivio Comunale di Cava de’ Tirreni, Delibera Consiliare del 30 giugno 1702
• Rev. Don Mario Violante, “Per una monografia sulla Pubblica Istruzione nel Comune di Cava dei Tirreni”, Napoli 1913
• Articolo de “Il Castello”
Nota per i lettori: Chiunque sia in possesso di documenti, testimonianze o informazioni che possano far luce sulla questione della presenza degli Scolopi a Cava de’ Tirreni è invitato a contattare la redazione di tuttosucava.it. Ogni contributo è prezioso per ricostruire questo affascinante capitolo della storia educativa della nostra città.