Questo articolo è tratto da L’Italia, storico giornale fondato a San Francisco nel 1887, che è stato uno dei pilastri dell’informazione e dell’identità culturale per la comunità italiana in California per oltre mezzo secolo, fino al 1943. Nelle sue pagine si raccontavano le speranze e le fatiche di migliaia di emigrati in America, diventando una delle testate in lingua straniera più influenti della città. L’Italia promosse instancabilmente l’immagine degli italiani come lavoratori onesti e produttivi, contrastando i pregiudizi dell’epoca e mantenendo vivo il legame con la madrepatria attraverso cronache che arrivavano dall’Italia, come questa del 15 marzo 1897.
Cava de’ Tirreni – Una scoperta agghiacciante ha scosso la comunità cavese in questi giorni di marzo del 1897. Nelle sacre mura dell’eremo sul Monte Castello, custode silenzioso della gloria cittadina, si è consumato un crimine che ha spezzato la quiete secolare di quel luogo di preghiera e memoria.
Sul Monte Castello sorge una chiesetta che ogni anno richiama i fedeli cavesi per commemorare, con cerimonie solenni e pompa notevole, l’eroica resistenza di cento cittadini contro un intero corpo d’armata francese giunto alla conquista del Principato di Salerno. Un monumento alla gloria cittadina, proprietà del Municipio, affidato alla custodia di un eremita solitario.
Il cambio della guardia
Due anni or sono, la Giunta Municipale aveva destituito dal suo incarico Fra Basilio, sostituendolo con un certo Giovanni Gambardella. Quest’ultimo si era ritirato nell’eremitaggio annesso alla chiesetta in compagnia della zia, Carmela Maria Attanasio, donna di quarantasette anni, che aveva scelto di condividere con lui quella vita appartata.
La macabra scoperta
Ma ieri l’orrore ha violato la pace del sacro eremo. Rientrando nelle sue umili stanze, Gambardella ha trovato le camerette in disordine, il nascondiglio dove custodiva le elemosine raccolte scoperchiato e violato. E della zia, nessuna traccia. Solo un silenzio inquietante.
Presagendo la tragedia, l’uomo è precipitato a Cava per avvertire le autorità. Subito sono scattate le indagini.
L’ indagine nella notte
Il delegato di pubblica sicurezza, signor Carlo Avallone, accompagnato dagli agenti municipali, ha lavorato incessantemente per tutta la notte, setacciando ogni angolo dell’eremo. Le ricerche, proseguite con ostinata determinazione, hanno portato a una scoperta raccapricciante: il corpo senza vita della povera Attanasio giaceva in fondo alla cisterna per la raccolta dell’acqua dell’eremo.
Sul luogo del delitto si è recato il pretore, avvocato Francesco Saverio Forgione. L’autopsia, eseguita dai dottori Felice della Corte e Pizzuti, ha rivelato una verità brutale: la donna è stata uccisa con un violento colpo di pietra alla testa, che ne ha causato la morte istantanea. Il corpo è stato poi gettato nella cisterna.
L’ombra del sospetto
Le autorità hanno arrestato per sospetto proprio Fra Basilio, l’eremita destituito due anni prima. Un gesto di vendetta? Un rancore mai sopito per la perdita dell’incarico? O si cela altro dietro questo efferato crimine?
Il mistero avvolge ancora le sacre pietre del Monte Castello, dove la memoria della resistenza eroica dei cavesi si intreccia ora con l’ombra oscura di un delitto che attende giustizia.
Le indagini proseguono. La comunità cavese attende con trepidazione che la verità emerga dalle tenebre di questo crimine che ha profanato un luogo sacro alla memoria cittadina.
Fonte: L’Italia, San Francisco, California – 15 marzo 1897