Dupino

12 Giu,2024 | Le Frazioni

Prima di arrivare alla frazione di Dupino nella zona di Rotolo si trova la Chiesa di S. Giovanni Battista, eretta in data incerta. Un primo cenno della Chiesa si trova nella bolla di Papa Alessandro III del 1168 in cui c’è scritto che apparteneva alla Badia e che ad essa veniva affidata.

Solo nel 1441 sotto il Re Alfonso I d’Aragona veniva elevata a parrocchia. All’interno è possibile ammirare un notevole quadro donato da Nicola Gagliardi raffigurante la Madonna con S. Giovanni e S. Sebastiano.

Nel 1635 fu costruita la Confraternita della Beata Vergine e fu arricchita di dipinti. Nel 1980 la chiesa, a causa del sisma, divento’ inagibile e per 26 anni è rimasta chiusa al culto. E’ stata riaperta nel gennaio 2007.


Una lapide storica all’entrata della frazione di Dupino ricorda la nascita di Onofrio Scannapieco, lo storico Sindaco della Pergamena Bianca.

Tra le frazioni più caratteristiche di Cava de’ Tirreni, Dupino si distingue per la sua posizione panoramica e per una storia millenaria che affonda le radici nell’Alto Medioevo. Situata a circa 5 chilometri dal centro cittadino, questa piccola comunità conserva testimonianze architettoniche e documentali di grande interesse storico.

L’origine del nome: tra storia e leggenda

L’etimologia del nome “Dupino” è stata oggetto di approfondite ricerche da parte del canonico De Filippis. La teoria più accreditata suggerisce che il toponimo derivi da “Tupino”, il fiumicello presso Foligno dove visse e operò il beato Ubaldo, vescovo di Gubbio, citato da Dante Alighieri nel canto XI del Paradiso. Nei documenti del XVI secolo, il villaggio appare registrato come “Tupinum” nella rivela della Decima, quella dichiarazione fiscale obbligatoria che nel Regno di Sicilia serviva per il censimento dei beni e delle rendite.

Una comunità antica

La presenza documentata di Dupino risale all’XI secolo, quando la chiesa di San Nicola di Bari era già esistente. Nel censimento del 1576, il villaggio contava 209 abitanti distribuiti in 31 nuclei familiari. Tra le famiglie che componevano la comunità spiccavano i Sollazo, i Buongiorno, i De Sio e molte altre che hanno lasciato traccia nella storia locale.

Sul finire del XIV secolo, quando la città di Cava fu divisa in quattro distretti o quartieri, il casale di Dupino rientrava nei limiti del distretto di Metelliano, una suddivisione amministrativa che rifletteva l’organizzazione territoriale dell’epoca.

La chiesa di San Nicola: un tesoro d’arte

Il cuore spirituale di Dupino è rappresentato dalla chiesa di San Nicola di Bari, la cui fondazione risale all’XI secolo. L’edificio attuale fu completamente rifatto nel 1708 e, secondo le cronache storiche, misura 128 palmi in lunghezza e 59 palmi in larghezza.

All’interno della chiesa si conservano opere d’arte di notevole pregio. Spicca la tavola del napoletano Giuseppe d’Alfonso, datata 1587, e un trittico settecentesco di San Nicola opera del cavaliere Armenante di Cava. Particolarmente interessante è il pulpito ligneo dipinto in oro del ‘500, che originariamente recava un’aquila bicipite con le insegne episcopali.

La chiesa venne restaurata nel 1759 e consacrata dal Vescovo di Cava-Sarno, don Nicola Borgia. Nel 1880, le suore andavano il primo dell’anno con un gruppo di devoti da un altro paese a celebrare quello di Presepio e le celebrazioni continuarono negli anni seguenti.

Momenti difficili nella storia

Come tutte le comunità del territorio cavese, Dupino visse momenti drammatici durante la peste del 1656. Il 24 giugno di quell’anno terribile, nella chiesa parrocchiale furono sepolte 22 persone vittime del contagio, testimonianza della gravità dell’epidemia che decimò l’intera città di Cava.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Dupino si trovò sulla linea del fronte dopo lo sbarco alleato a Salerno nel settembre 1943. I tedeschi, che occupavano Monte Castello, cannoneggiavano gli alleati che avevano raggiunto Molina, Dupino e Marini. La frazione fu teatro di combattimenti prima del ritiro tedesco e dell’arrivo delle truppe anglo-americane.

Anche l’alluvione del 1954, che colpì duramente Cava de’ Tirreni causando 37 morti, lasciò il suo segno nella frazione. In seguito al disastro, furono ricostruite le scuole elementari di Dupino insieme a quelle di altre frazioni danneggiate.

Un’epigrafe controversa

Tra le curiosità storiche legate a Dupino, va menzionata un’epigrafe conservata nella frazione che riporta la data del 1546. Studi recenti hanno tuttavia dimostrato che si tratta di un falso storico, in realtà risalente all’Ottocento, creato probabilmente per rafforzare le rivendicazioni storiche della città legate alla leggendaria battaglia di Sarno del 1460.

La tradizione presepiale

Tra le tradizioni più sentite di Dupino spicca quella del presepe allestito nei pressi della chiesa di San Nicola. Non si tratta di un semplice presepe statico, ma di una rappresentazione vivente della Natività che coinvolge l’intera comunità. La particolarità di questo presepe è la presenza di pastori mobili, che rendono la scena dinamica e suggestiva, creando un’atmosfera unica durante il periodo natalizio. Questa tradizione, tramandata di anno in anno, rappresenta un momento importante di aggregazione per la frazione e richiama visitatori anche dai paesi vicini, desiderosi di ammirare questa testimonianza di devozione e arte popolare.

Oggi Dupino conserva il fascino di una piccola comunità che ha saputo mantenere vive le proprie tradizioni nel corso dei secoli. La frazione, immersa nel verde della Valle Metelliana, rappresenta un esempio di quella realtà diffusa che caratterizza il territorio cavese, fatto di borghi e casali che hanno preservato la propria identità.

La parrocchia di San Nicola rimane il cuore pulsante della comunità, punto di riferimento spirituale e sociale per gli abitanti. La chiesa, con il suo patrimonio artistico, continua ad essere custode della memoria storica del borgo e testimone di una fede che si tramanda di generazione in generazione.

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