“Fare la fine di Giardullo” e “Le botte a muro”

23 Gen,2026 | Blog, Le Curiosità

A Cava come in ogni città che si rispetti, la memoria popolare ha tramandato nei decenni espressioni e modi di dire che affondano le radici in vicende realmente accadute. Tra questi, due in particolare meritano di essere ricordati: “fare la fine di Giardullo” e “le botte a muro”.

La tragica storia di Giardullo

Giuseppe Giardullo era un brigante originario di Olivieri che operò nel Salernitano nella seconda metà dell’Ottocento. La sua banda, attiva tra il 1861 e il 1865, seminò il terrore tra le popolazioni locali, al punto che il suo nome divenne sinonimo di invulnerabilità.

Il bandito fu infine catturato dalle forze dell’ordine e, dopo un processo sommario, venne condannato a morte e fucilato il 1° dicembre 1863. Prima dell’esecuzione, volle compiere un ultimo gesto plateale: si dice che chiese di morire proprio nel modo che aveva contribuito a diffondere tra la gente. Mentre il sacerdote lo confessava, Giardullo preparandosi al passo estremo fece un balzo, un burrone, e si precipitò tentando la fuga, ma fu colpito dai colpi dei fucili dei carabinieri.

Da quel giorno, l’espressione “fare la fine di Giardullo” è entrata nel linguaggio comune cavese per indicare una conclusione drammatica o un epilogo inevitabile e funesto.

Le misteriose “botte a muro”

L’espressione “le botte a muro” è più complessa e affonda le radici nelle aspre contese politiche locali di inizio Novecento. Il modo di dire nasce in un clima di forte tensione tra socialisti e democratici cristiani durante le elezioni amministrative di Cava.

Secondo quanto riportato nei documenti dell’epoca, durante la campagna elettorale ci furono episodi di violenza fisica ai danni di esponenti socialisti. Il termine sembra riferirsi specificamente a pestaggi o aggressioni in cui le vittime venivano letteralmente sbattute contro i muri – da qui “botte a muro” – in quello che rappresentava un vero e proprio scontro politico che andava oltre le parole.

La frase entrò nel linguaggio popolare cavese in modo quasi provocatorio: l’espressione napoletana significa qualcosa che ha gran clamore ma nessun effetto, come un petardo economico . Nel contesto locale, però, assumeva un significato più diretto e violento, legato agli episodi realmente accaduti.

Così, quando qualcuno a Cava si chiedeva se i socialisti avessero “fatto la fine di Giardullo” o ricevuto “le botte a muro”, non si trattava solo di un modo di dire colorito, ma del ricordo di un periodo in cui la politica locale si faceva con metodi decisamente poco democratici.

L’espressione è rimasta nel tempo come testimonianza di un’epoca in cui le divisioni politiche sfociavano in violenza fisica, e oggi viene utilizzata per indicare tanto rumore senza sostanza o, ironicamente, una situazione che si conclude male per qualcuno.

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