Alcuni anni fa, a Contrrapone, nei pressi di Passianoè stato rinvenuto un manufatto metallico di straordinario interesse storico e archeologico. L’oggetto è emerso dal letto di un ruscello, in condizioni di parziale deterioramento: risultava dilavato dall’acqua e presentava una colorazione rosso rame tipica delle leghe con arsenico. All’atto del ritrovamento erano visibili, nelle incisioni, piccolissime inclusioni d’oro, quasi subito disperse a causa della rapida ossidazione seguita al contatto con l’aria.
Il manufatto misura 13 centimetri in altezza ed è realizzato in rame legato, probabilmente con arsenico — tecnica diffusa nelle fasi più antiche della metallurgia italiana, precedenti all’utilizzo del bronzo con stagno. Si tratta, con ogni probabilità, di un pezzo di età preistorica o protostorica, anche se una datazione precisa non è ancora stata stabilita.

Una figura antropomorfa con testa di toro
L’oggetto raffigura un personaggio antropomorfo con testa di toro — o maschera — secondo uno schema che richiama la figura del Minotauro, da cui il nome attribuito al reperto. La testa appare fasciata da nastri o bende; al centro è inciso un serpentello, elemento ricorrente nella simbologia arcaica mediterranea.
Tra il collo e il petto è rappresentato uno scudo — probabile riferimento alla protezione — mentre le braccia assumono la forma di un arco con frecce. A livello del bacino compare una prua, elemento che potrebbe rimandare a un contesto marino o di navigazione cultuale. Le gambe, infine, si uniscono a formare un cerchio chiuso in basso, protette da ginocchiere con stringhe.
L’intera superficie è arricchita da pittogrammi — inciosi grafiche — la cui lettura è ancora in corso di studio. Ogni elemento sembra far parte di un sistema comunicativo coerente, destinato a veicolare un messaggio preciso a chi lo osservava.
Fibula, talismano o insegna di rango?
La funzione originaria del reperto non è ancora stata determinata con certezza. L’ipotesi più accreditata è che si trattasse di una fibula da mantello o da cintura — un elemento di chiusura e ornamento personale — probabilmente placcata in oro, come suggeriscono le tracce rilevate nelle incisioni. Se così fosse, si tratterebbe di un oggetto di pregio elevato, destinato a un individuo di rango.
Non si esclude tuttavia un utilizzo religioso: la simbologia e la cura nella realizzazione rimandano a un oggetto pensato per trasmettere significati profondi. Secondo l’architetto Silvio Fiorillo, che ha condotto l’analisi del reperto, la simbologia in generale suggerisce un riferimento agli auspici di fertilità — tema centrale nelle culture preistoriche del Mediterraneo.
Uno studio ancora aperto
Il Minotauro del Contrapone è attualmente in fase di studio . Restano aperti diversi interrogativi: la datazione esatta, la provenienza originaria dell’oggetto, il significato puntuale dei pittogrammi e il contesto culturale di riferimento. Sul retro, la lavorazione a fusione con conchiglia aperta e la presenza di fori parzialmente occlusi — probabili punti di fissaggio — forniscono ulteriori indizi tecnici che gli studiosi stanno ancora interpretando.
Il reperto rappresenta, in ogni caso, una testimonianza di straordinario valore per la storia del territorio cavese. Dimostra che questa area era già frequentata e abitata in epoche remote, e che ospitava comunità in grado di produrre manufatti metallici di alta qualità tecnica e complessità simbolica. Un patrimonio ancora in buona parte da scoprire.
📌 Scheda reperto — L’analisi del Minotauro del Contrapone è stata condotta dall’architetto Silvio Fiorillo. Materiale: rame arsenicale. Altezza: 13 cm. Luogo di ritrovamento: Contrapone, Passiano (Cava de’ Tirreni). Stato: in fase di studio.
L’immagine e la notizia è stata tratta dal libro di Salvatore MIlano La chiesa del Santissimo Salvatore di Passiano. Arte e territorio nei casali di Cava de’ Tirreni, Area Blu Edizioni, 2020
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