La Chiesa di San Nicola a Pregiato

4 Feb,2026 | Blog

Nel suggestivo casale di Pregiato, uno dei borghi più antichi di Cava de’ Tirreni, sorge un autentico tesoro di storia e architettura: la Chiesa dei S Nicola di Bari. Situata sulla piazza intitolata a Marco Galdi, questa chiesa parrocchiale rappresenta non solo un luogo di culto fondamentale per la comunità locale, ma anche una testimonianza preziosa dell’evoluzione architettonica e spirituale del territorio cavese.

Le origini medievali

Le prime tracce documentate della chiesa risalgono al 1046, quando compare nel celebre Codex Diplomaticus Cavensis. In quell’anno, Algerino (o Alferio), abate di San Massimo di Salerno, concesse la chiesa al diacono Pietro, figlio di Giovanni, affinché la reggesse e la governasse. L’edificio sacro, anticamente denominato chiesa di San Niccolò, faceva parte del sistema di dipendenze del Monastero della Santissima Trinità di Cava, rimanendo sotto la sua giurisdizione fino al 1513, anno in cui venne istituita la Diocesi vescovile di Cava.

Pregiato stesso è un casale di origini longobarde, il cui nome probabilmente deriva da “praediatus” (ricco) oppure da “praesidia”, con riferimento alle fortezze situate lungo la Via Maggiore, l’antica strada che attraversava i monti fino a Salerno.

Un documento storico del 1504 testimonia come la parrocchia fosse tanto importante per i pregiatesi che, dopo numerose suppliche all’Abate Don Michele di Tarsia per la mancanza di un titolare, la chiesa venne conferita al Reverendo Don Alessio Antonio Di Domenico.

Il Campanile

Tra il Quattrocento e il Cinquecento, proprio a Pregiato si sviluppò una rinomata scuola architettonica cavese, priva di testi teorici ma ricca di esperienza pratica, che ha lasciato un’impronta indelebile sul territorio. Il capostipite fu Onofrio de Giordano, celebre per aver partecipato all’impresa di Castel Nuovo a Napoli. Nel 1426, lo stesso Onofrio de Giordano insieme a Pellegrino da Priato furono chiamati a Roma da Papa Martino V per il restauro del Ponte Rotto (Sanctae Mariae Urbis), testimonianza dell’eccellenza riconosciuta ai costruttori cavesi.

Il campanile della Chiesa di San Nicola rappresenta il tributo più evidente a questa tradizione architettonica locale. Progettato nel 1564 dall’architetto pregiatese Fabio de Baldo, con l’aiuto di alcuni suoi fratelli e sotto la supervisione di Pignoloso Cafaro, il campanile si distingue per la sua struttura particolare. Si tratta di un campanile a sei ordini, caratterizzato da quattro ordini inferiori su pianta quadrata (a differenza dei canonici tre), concluso da un capolino ottagonale cuspidate rivestito di terracotte invetriate.

Questa opera architettonica è diventata il simbolo dell’identità costruttiva pregiatese e testimonia la maestria raggiunta dagli artigiani locali nell’arte della costruzione.

Trasformazioni e ampliamenti nei secoli

L’edificio attuale è il risultato di numerosi interventi che si sono succeduti nel corso dei secoli, trasformando la modesta chiesa medievale in un complesso monumentale:

Nel XVI secolo la chiesa subì un importante rifacimento e ampliamento che ne modificò profondamente l’aspetto. Nel 1576 venne costruita la navata destra, mentre tra il 1576 e il 1640 furono fondate le cappelle laterali. Durante il XVII secolo furono realizzati i portali laterali e si diede avvio al programma decorativo interno che si protrasse fino al XVIII secolo.

Tra il 1690 e il 1714 venne realizzato il prezioso soffitto a cassettoni che ancora oggi impreziosisce l’interno della chiesa. La struttura dell’edificio si sviluppa su una pianta longitudinale a tre navate, con cappelle laterali, un ampio transetto tripartito e un’abside centrale a linea mista, sormontata da una sontuosa cupola.

L’Architettura barocca e l’interno della chiesa

La facciata barocca, realizzata con intonaco chiaro e decorazioni in tufo grigio scuro, rappresenta un mirabile esempio di equilibrio architettonico ed estetico. All’interno, la navata principale è divisa in due ordini con pilastri, lesene composite e finestre rettangolari che assicurano una luminosità diffusa e armoniosa.

Varcando la soglia della Chiesa di San Nicola, il visitatore viene immediatamente avvolto dalla maestosità dello spazio sacro, frutto di secoli di stratificazioni artistiche e devozionali. L’interno si presenta con una struttura a tre navate, dove ogni elemento architettonico e decorativo concorre a creare un’armonia di grande suggestione.

La navata centrale è dominata dall’imponente altare maggiore, realizzato in marmo policromo secondo lo stile barocco del XVIII secolo. L’altare è impreziosito da decorazioni elaborate e ospita al centro un tabernacolo di pregevole fattura, testimonianza della maestria degli artigiani del tempo.

L’Altare Maggiore e il Privilegio delle Messe
Secondo i documenti storici, l’altare maggiore godeva di un privilegio particolare concesso dal Papa nel 1751. In questo altare si celebravano le messe per i defunti, e tale privilegio si otteneva dietro richiesta avanzata dal parroco tramite l’arcivescovo. Le messe celebrate qui avevano il potere di invocare “grani cavalli” (grandi grazie) per le anime del Purgatorio, come testimoniano le carte d’archivio.

Le cappelle laterali e le devozioni familiari

Lungo le navate laterali si aprono diverse cappelle, ciascuna con la propria storia e le proprie opere d’arte. Nella navata destra si conserva la statua di San Vincenzo Ferreri, scolpita dallo scultore cavese Alfonso Balzico e donata dalla famiglia Balzico nel 1875. Questa statua rappresenta un esempio significativo della produzione scultorea locale ottocentesca.

Nella navata sinistra trova posto la cappella dedicata a San Nicola di Bari, realizzata nel 1910 sotto gli auspici del parroco Mons. Don Innocenzo Sorrentino e per devozione di Andrea Napolitano. L’icona raffigurante San Nicola fu acquistata dal parroco Don Gaetano Sorrentino nel 1822 per la somma di 35,70 ducati, testimonianza dell’investimento economico che le famiglie pregiatesi erano disposte a fare per abbellire la loro chiesa.

Gli altari storici e le tombe gentilizie

All’interno della chiesa si trovano numerosi altari storici che testimoniano la devozione delle principali famiglie di Pregiato. Nella navata destra, come documentato dalle fonti storiche, vi sono le tombe e gli altari delle famiglie più illustri del casale: gli Avigliano, i Salsano, i Romano, i Galdi, i D’Aletta, i Ferrante, i Pastore, i Coda e gli Sparano.

L’altare maggiore, ha il privilegio singolare concesso dal vescovo diocesano Mons. Silvestro Granito, che ne consacrò la struttura osservando le Croci al centro di ogni colonna della navata centrale. Nella navata destra, come in quella sinistra, si trovano le tombe e gli altari delle principali famiglie pregiatesi.

L’altare di marmo del 1751

Un elemento di particolare pregio è l’altare di marmo realizzato nel 1751, opera che richiese una spesa considerevole per l’epoca: 48 ducati per il solo lascito del magnifico Costantino Bisogno, erede del parroco Don Matteo Sparano. Nel 1822, la Chiesa di San Nicola fu consacrata in forma solenne dal vescovo diocesano Mons. Silvestro Granito.

L’altare è stato costruito da un maestro politico del XVIII secolo, opera dell’artista pregiatese Nicola, discepolo di Andrea Sabato da San Cipriano d’Aversa. Sul suo altare maggiore si ammira un maestoso polittico che raffigura scene della vita di San Nicola al centro, accompagnato dalle figure dei Santi Cosma e Damiano, San Francesco d’Assisi, San Gennaro e San Gerardo.

La Deposizione e le opere d’arte

Tra le opere più significative custodite nella chiesa, spicca la “Deposizione” che si trova nell’Altare Maggiore. Questa pregevole composizione artistica testimonia il livello qualitativo raggiunto dalla committenza ecclesiale pregiatese nel corso dei secoli.

Completano il patrimonio artistico dell’interno le numerose statue devozionali, tra cui quelle dedicate ai santi più venerati dalla comunità locale, disposte negli altari laterali e nelle cappelle. Ogni statua, ogni dipinto, ogni elemento decorativo contribuisce a creare un percorso di fede e di arte che ha accompagnato generazioni di pregiatesi nella loro vita spirituale.

L’interno della Chiesa di San Nicola rappresenta dunque un vero e proprio museo d’arte sacra, dove convivono testimonianze di epoche diverse: dagli elementi romanici originari alle trasformazioni barocche, dalle opere scultoree ottocentesche alle decorazioni pittoriche che impreziosiscono volte e pareti.

La chiesa continua ad essere teatro di restauri e interventi di manutenzione, necessari per preservare questo straordinario patrimonio artistico e architettonico per le generazioni future, mantenendo viva la memoria storica e la devozione della comunità di Pregiato.

Il territorio parrocchiale comprende l’intera frazione di Pregiato e, dal 1987, anche la località di San Giuseppe al Pennino dove sorge l’omonima chiesa. La chiesa parrocchiale, pur avendo subito nel 2012 danni al campanile causati da un fulmine, continua ad essere un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale e testimone della ricca storia religiosa e architettonica della Valle Metelliana.

Nel corso degli anni sono stati effettuati importanti interventi di consolidamento e restauro delle coperture e delle facciate, anche grazie ai fondi della CEI, per preservare questo patrimonio storico-artistico di inestimabile valore.

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