l’Arciconfraternita di S.Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio

24 Feb,2026 | La Religiosità

Nel cuore del Borgo di Cava, sorge una delle istituzioni religiose più significative della città: l’Arciconfraternita di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio. Da oltre quattrocento anni, una comunità di fedeli perpetua una tradizione di carità, preghiera e suffragio dei defunti, testimoniando un legame profondo con le radici spirituali cavesi.

Dalle origini alla chiesa

La storia dell’Arciconfraternita inizia nei primi decenni del XVII secolo, quando gli artigiani del Borgo Grande – in particolare i tessitori – si riuniscono sotto il patrocinio della Natività di Maria Santissima. Sebbene il 1596 sia talvolta citato, gli studi più autorevoli collocano la fondazione ufficiale al 1616, sotto la guida del Padre Ignazio de Juliis, gesuita cavese che desiderava creare uno spazio di mutuo soccorso oltre che di preghiera.

Inizialmente, i confratelli si riuniscono nella Cappella del Crocefisso presso il Duomo. Con il crescere della devozione verso le anime del Purgatorio e l’aumento delle elemosine, matura il proposito di edificare una chiesa propria. Nel 1749, grazie ai confratelli Felice e Domenico Cafaro, prende forma la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, un gioiello di architettura barocca che ancora oggi domina il Borgo.

Una Joya Barocca

L’edificio è un elegante esempio di architettura tardo-barocca con una pianta a navata unica arricchita da sei cappelle laterali. L’interno brilla di stucchi elaborati, cornici ornate e fregi decorativi che creano un’atmosfera di solennità elegante. L’altare maggiore, realizzato nel 1766 in pregiato marmo, rappresenta un capolavoro dell’artigianato religioso del XVIII secolo.

All’interno si conservano preziose opere d’arte: un dipinto di Domenico Fazio raffigurante la Madonna che intercede per le anime del Purgatorio, le reliquie di San Feliciano Martire, e una bella statua ottocentesca di Santa Maria Assunta.

Riconoscimenti e Missione

Nel 1762, la regola della confraternita riceve l’approvazione del re Carlo III di Napoli. Ancora più significativo è il riconoscimento di Papa Pio X nel 1910, che eleva l’istituzione alla dignità di Arciconfraternita, coronando tre secoli di dedizione spirituale e caritativa.

Nel 1885, la confraternita realizza una cappella nel cimitero comunale, ampliando ulteriormente la sua missione verso le anime dei defunti.

Oggi

Ancora oggi, l’Arciconfraternita continua la propria missione con dedizione. La chiesa rimane un centro vitale di preghiera, dove il suffragio delle anime defunte conserva la centralità della tradizione cattolica. I confratelli, eredi di una lunga catena di credenti, mantengono viva una spiritualità comunitaria che unisce il ricordo dei defunti alla speranza della redenzione eterna.


Fonti: Archivi diocesani, ricerche di Attilio Della Porta e Domenico Apicella Le origini: la “Congrega degli Artisti” (1616)

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