Il migliaccio è il dolce che scandisce l’arrivo del Carnevale in Campania, e a Cava de’ Tirreni, come in tutta la provincia di Salerno, questa tradizione è profondamente radicata nelle famiglie. Si tratta di un dolce dalle origini “povere” – nato dall’ingegno contadino che trasformava ingredienti semplici in delizie – ma dal sapore straordinariamente ricco e profumato. La sua consistenza unica, a metà tra una torta e una crema compatta, nasce dall’incontro perfetto tra semolino e ricotta, mentre le scorze di agrumi regalano quel tocco tipicamente mediterraneo che caratterizza i dolci della nostra zona.
Ingredienti
Per una tortiera da 24-26 cm:
- 500 ml di latte intero
- 500 ml di acqua
- 200 g di semolino
- 350 g di ricotta (vaccina o di pecora)
- 250 g di zucchero
- 4 uova medie
- 50 g di burro
- Scorza di 1 arancia e 1 limone (non trattati)
- 1 baccello di vaniglia
- Un bicchierino di Strega o Limoncello
- Un pizzico di sale
Preparazione
1. La base di semolino
In una pentola capiente, versa il latte, l’acqua, il burro, un pizzico di sale e le scorze degli agrumi (tagliate a pezzi larghi). Porta il tutto a sfiorare il bollore a fiamma media, quindi rimuovi le scorze con una schiumarola.
A questo punto, versa il semolino a pioggia, mescolando energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Continua a mescolare e cuoci per circa 5 minuti, finché il composto non si addensa. Spegni il fuoco, copri con un coperchio e lascia intiepidire.
2. La crema di ricotta
Mentre il semolino riposa, dedìcati alla crema. Setaccia la ricotta – questo passaggio è fondamentale per ottenere la cremosità perfetta del migliaccio! Lavorala in una ciotola capiente insieme allo zucchero fino a renderla morbida. Aggiungi le uova una alla volta, incorporandole bene. Unisci i semi del baccello di vaniglia e il liquore scelto (la Strega dona un aroma più speziato, il limoncello accentua la nota agrumata). Mescola fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Quando il semolino è tiepido (né caldo né freddo), versalo nella ciotola con la crema di ricotta. Qui il consiglio è d’oro: utilizza le fruste elettriche o un mixer a immersione per amalgamare perfettamente i due composti. Lavora per qualche minuto: non devono rimanere “palline” di semolino, l’impasto deve essere completamente omogeneo e vellutato.
3. La cottura
Imburra e infarina abbondantemente una tortiera da 24-26 cm. Versa l’impasto e livellalo con una spatola, assicurandoti che sia distribuito uniformemente. Inforna in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 50-60 minuti. Il migliaccio è pronto quando la superficie assume un bel colore dorato-ambrato e, infilando uno stecchino al centro, questo esce asciutto.
I segreti della tradizione cavese
Il riposo è fondamentale: il migliaccio non va mai gustato caldo! Il sapore si stabilizza e la consistenza raggiunge la perfezione dopo alcune ore di riposo. L’ideale è prepararlo il giorno prima di servirlo, lasciandolo riposare a temperatura ambiente coperto con un canovaccio.
La decorazione: prima di portarlo in tavola, una generosa spolverata di zucchero a velo è d’obbligo. È il tocco finale che completa la presentazione di questo dolce dal cuore umido e profumato.
La variante locale: alcune famiglie cavesi aggiungono un pizzico di cannella nell’impasto per un profumo ancora più avvolgente e speziato, che si sposa perfettamente con gli agrumi.
Il migliaccio è molto più di un dolce: è un rituale che si rinnova ogni anno, un gesto d’amore che le nonne tramandano alle nipoti, un sapore che racconta la nostra terra. Provate questa ricetta e fate rivivere nella vostra cucina la magia del Carnevale cavese!