Padre Castelli: il Servo di Dio che scelse Cava

20 Feb,2026 | La Religiosità

Giulio Castelli nacque a Torino il 27 giugno 1846 da una famiglia distinta e profondamente cattolica. Crebbe nell’ambiente spirituale dell’Oratorio di San Filippo Neri, di cui sentì ben presto il profondo richiamo. A soli 19 anni entrò nella Congregazione dell’Oratorio, dove compì gli studi teologici e ricevette l’ordinazione sacerdotale il 13 marzo 1869.

Fin dai primi anni di sacerdozio si distinse come catechista, predicatore e confessore di straordinaria dedizione. Educatore di rara sensibilità, fu maestro di numerosi giovani che in seguito avrebbero occupato ruoli di primo piano nella Chiesa e nella società civile. Tra i suoi allievi vi fu anche il futuro Papa Pio XII, che da ragazzo lo frequentò come catechista presso la Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella a Roma, ricordandolo con le parole: “Con gli occhi bassi, sempre raccolto, tutto umile”.

Da Roma a Cava: una scelta provvidenziale

Nel 1890, Padre Castelli accettò l’invito a trasferirsi a Roma per sostenere la Congregazione dell’Oratorio, che attraversava un momento di grave difficoltà materiale e di scarsità di personale a causa delle leggi eversive seguite all’unificazione d’Italia.

Nonostante l’impegno profuso, venne colpito da ostilità e calunnie che lo costrinsero a lasciare la capitale. Il 31 dicembre 1895 partì alla volta di Cava de’ Tirreni, rispondendo all’invito del vescovo locale. Quella che poteva sembrare una sconfitta si rivelò una svolta provvidenziale per la città metelliana.

Il rifiorire del Santuario della Madonna dell’Olmo

Arrivato a Cava de’ Tirreni, Padre Castelli si dedicò con instancabile energia al rilancio spirituale e pastorale del Santuario di Santa Maria dell’Olmo, luogo caro ai cavesi fin dal 1482, quando — secondo la tradizione — fu ritrovata da un pastorello su un annoso olmo una statua di marmo bianco della Vergine.

Nel 1896 fondò una nuova Casa dell’Oratorio presso il Santuario. La Congregazione fu eretta canonicamente il 16 ottobre 1900. Padre Castelli volle rafforzare il culto mariano con iniziative concrete: promosse la devozione alla Madonna dell’Olmo tra i fedeli, lavorò per far benedire la prima pietra della basilica e si impegnò affinché la chiesa diventasse un punto di riferimento vivo per tutta la comunità.

Il suo apostolato si rivolse soprattutto ai più fragili: i poveri e gli ammalati, i chierichetti, i giovani, i sacerdoti e le religiose. La sua presenza fu un costante segno di carità attiva, discreta e umile, nello stile autentico di San Filippo Neri.

Un uomo di fede eroica

La figura di Padre Castelli si distinse per alcune caratteristiche spirituali che lasciarono un’impronta duratura.

Umiltà e vita interiore. La sua esistenza fu sostanziata di preghiera, mortificazione e costante unione con Dio. Chi lo incontrò ne rimase colpito per la semplicità e la raccoltezza interiore.

Obbedienza alla Chiesa. Rifulse per la fedeltà ai vescovi con cui lavorò e per il profondo amore al Papa. Anche nei momenti più dolorosi — come quando fu costretto ad allontanarsi temporaneamente da Cava — vi fece ritorno obbedendo all’invito del vescovo e dei confratelli.

Fama di santità. Attorno alla sua figura si diffuse ben presto una fama di santità. Alcuni fatti prodigiosi avvenuti a seguito della sua preghiera lo fecero salutare come “operatore di miracoli”. Questa fama non si spense con la sua morte, ma continuò a crescere nei decenni successivi.

Il sogno dell’unione degli Oratori

Padre Castelli fu anche un protagonista del movimento per l’unità della Famiglia Oratoriana. Condivise con il Venerabile Giovanni Battista Arista la visione di una “unione morale” delle case filippine sparse nel mondo, scrivendo nel 1895: “Confidiamo nel Signore. Un nuovo orizzonte si apre per l’Istituto Oratoriano”.

Questo sogno, coltivato tra difficoltà, incomprensioni e sofferenze, si realizzò solo nel 1942 con la nascita della Confederazione dell’Oratorio. Padre Castelli è oggi riconosciuto come uno dei suoi padri fondatori.

La morte e la causa di beatificazione

Padre Giulio Castelli si spense a Cava de’ Tirreni il 21 luglio 1926, nel Santuario della Madonna dell’Olmo, al quale aveva dedicato gli ultimi trent’anni della sua vita. Il suo corpo riposa ancora oggi sotto lo sguardo di Maria, in quel luogo che egli aveva contribuito a rendere splendido e vitale.

Il processo diocesano informativo per la sua beatificazione fu avviato nel 1927 e si concluse il 20 novembre 1941, quando la causa fu introdotta formalmente presso la Sacra Congregazione dei Riti. Nel corso degli anni il processo ha vissuto alterne vicende, ma non si è mai fermato.

L’8 agosto 2025, in occasione della tradizionale “Alzata del Panno” che inaugura le celebrazioni annuali in onore della Madonna dell’Olmo, è stato solennemente aperto l’anno centenario della morte del Servo di Dio, con la ripresa ufficiale del processo di beatificazione nell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni.

Un’eredità viva per Cava

A quasi un secolo dalla morte, Padre Giulio Castelli rimane una figura di riferimento per la città di Cava de’ Tirreni. Il suo legame con il Santuario della Madonna dell’Olmo, patrona della città, intreccia indissolubilmente la sua memoria con l’identità spirituale e culturale dei cavesi.

La sua vita — una liturgia vivente di carità, come è stata definita — continua a interpellare quanti, oggi, cercano modelli autentici di sacerdozio e di servizio al prossimo.

Fonti: Sito ufficiale degli Oratoriani (oratoriosanfilippo.org) — F.M. Mazza, “Sotto l’Olmo di Maria. Il servo di Dio P. Giulio Castelli dell’Oratorio”, Badia di Cava, 1950 — CAVEN. TYRR. Beatificat. et Canonizat. Servi Dei Julii Castelli. Positio super introductione Causae, Romae, 1953.

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