Nel suggestivo centro storico di Cava de’ Tirreni si nasconde un tesoro di storia e architettura: Palazzo Sparano Apicella, conosciuto anche come “Palazzo Piedi la Selva”. Questo magnifico edificio racconta secoli di vicende familiari e trasformazioni che rispecchiano l’evoluzione della città metelliana.
Una storia che inizia nel Seicento
Le origini del palazzo risalgono al XVII secolo, quando i maestri scalpellini Antonio di Costanzo di Nocera e Matteo Ciofalo lo progettarono come “domus simplex de tegilio in Civitate Cave”. I lavori, avviati nel 1637, impiegarono ben quattro decenni per essere completati, dando vita a una residenza che ancora oggi conserva il fascino dell’epoca.
L’edificio si sviluppa su due piani, con elementi architettonici che testimoniano la persistenza dello stile gotico-napoletano rinascimentale. Particolarmente suggestiva è la colonna in pietra calcarea presente nel cortile, mentre la facciata era impreziosita dallo stemma della famiglia Sparano, simbolo dell’orgoglio e della tradizione di una delle casate più illustri della città, oggi nella chiesa di S.Pietro.
Le famiglie protagoniste
Nel corso dei secoli, il palazzo ha intrecciato le storie di due importanti famiglie cavesi. Tra i protagonisti spicca Decio Sparano, figura di rilievo del XIX secolo, capitano d’archeologia durante le guerre di Lombardia e studioso appassionato. Figlio del capitano Fulvio Sparano, Decio partecipò al sinodo diocesano e fu rieletto all’inventario dei beni nel 1823.
Un passaggio cruciale avvenne nel 1765, quando Roberto Apicella, dottore in Diritto Pontificio, acquistò il palazzo insieme al giardino degli Sparano. Da quel momento, le due famiglie rimasero legate a questo edificio, con gli Sparano che mantennero la proprietà anche dopo l’Unità d’Italia del 1861. Ancora oggi, alcuni discendenti conservano questo prezioso legame con la dimora storica.
Il palazzo custodisce al suo interno il ritratto del sindaco Pasquale Apicella, testimonianza tangibile del prestigio raggiunto dalla famiglia e del suo ruolo nella vita pubblica cavese.
Attraverso guerre e trasformazioni
La storia del palazzo fu segnata anche da eventi drammatici. Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, tra agosto e settembre 1943, l’edificio subì danni quando gli attacchi alleati colpirono il centro storico. Nonostante le ferite della guerra, il palazzo fu restaurato e continuò a essere custodito con cura dalle famiglie proprietarie.
Nel 1960 un’importante transazione segnò un nuovo capitolo: il dottor Stridi vendette a Roberto Apicella il palazzo degli Sparano per la considerevole somma di 27 milioni di lire, consolidando ulteriormente il legame tra le due storiche famiglie.
Un patrimonio da valorizzare
Oggi Palazzo Sparano Apicella rappresenta un esempio prezioso dell’architettura storica cavese. Le sue stanze conservano mobili d’epoca, documenti storici e opere d’arte che raccontano secoli di storia. La facciata, il portale d’ingresso finemente decorato e gli interni testimoniano non solo l’evoluzione architettonica della città, ma anche i legami familiari e gli eventi che hanno plasmato l’identità di Cava de’ Tirreni.
Un luogo che merita di essere conosciuto e valorizzato, testimone silenzioso della ricca storia della nostra città e delle famiglie che hanno contribuito a scriverne le pagine più importanti.
Articolo a cura della redazione di TuttoSuCava.it, basato su ricerche di Salvatore Milano per il Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni,2025
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