Chi percorre oggi le strade di Passiano cammina spesso inconsapevole su strati di storia millenaria. Il sottosuolo di questo antico casale cavese conserva le tracce di una frequentazione umana che risale almeno al II secolo avanti Cristo, documentata da ritrovamenti avvenuti dal Settecento ai giorni nostri.
La fonte principale per questo articolo è il volume di Salvatore Milano, La chiesa del Santissimo Salvatore di Passiano. Arte e territorio nei casali di Cava de’ Tirreni (Area Blu Edizioni, 2020), che intreccia testimonianze documentali e scoperte materiali.
Le prime tracce: sepolcri, lucerne e monete romane
Il canonico e storico Andrea Carraturo (1739–1807), nelle Ricerche storico-topografiche della Città e territorio della Cava, fu tra i primi a documentare l’antichità di Passiano. Nei sepolcri scoperti sotto l’Acqua della Cerza erano conservate lucerne di terracotta e piccole monete romane, tra cui un sestante d’Asse Romano.
Lo stesso Carraturo segnalava ritrovamenti analoghi nel Borgo Grande di Scacciaventi, lungo l’antica Via Nocerina: sepolcri in grossi mattoni quadrati con lucerne e monete. Scoperte che a fine Ottocento si estesero anche alla località Santo Stefano, dove emerse una moneta riferibile all’imperatore
Ulteriori conferme giunsero a fine Ottocento dalla località Santo Stefano: una moneta del II sec. d.C. riferibile all’imperatore Antonino Pio e un’epigrafe funeraria attestano un insediamento strutturato già in piena età imperiale.
Il tesoro di San Martino (1907)
Nell’estate del 1907, durante lavori agricoli in contrada San Martino, fu scoperto uno dei ritrovamenti numismatici più rilevanti dell’Italia meridionale: un tesoretto di 212 monete, di cui 47 pezzi di aes grave (bronzi fusi) e 165 monete coniate, insieme a un’ascia da carpentiere in ferro.
Le monete più tarde riconducono all’epoca repubblicana romana. I reperti, recuperati dai Reali Carabinieri, furono infine trasferiti al Museo Nazionale di Napoli, dove sono tuttora conservati e descritti dall’archeologo cavense Matteo Della Corte.
I ritrovamenti del XXI secolo
Anche negli ultimi decenni il territorio di Passiano ha continuato a restituire testimonianze importanti del suo passato antico.
Nell’estate del 2007, durante i lavori di ampliamento del cimitero nei pressi della località Acqua della Quercia, furono portati alla luce i resti di una struttura abitativa di età romana con annesso impianto di fornace. Tra i materiali recuperati figurano frammenti di anfore, pesi da telaio e un anello digitale in bronzo.
Nel 2009, durante uno scavo presso la casa palaziata dei De Pisapia — a destra della chiesa del Salvatore — fu rinvenuta e involontariamente distrutta un’ara in pietra calcarea. Vennero raccolti anche lucerne, frammenti di manufatti in terracotta e disperse ossa umane.
Nella contrada San Martino sono stati infine recuperati coppe, piatti e frammenti di ceramica sigillata (terracotta da tavola , caratterizzata da superfice liscia e con marchi impressi), oltre a monete di Diocleziano, Costanzo II e Giuliano l’Apostata (III–IV sec. d.C.), riconducibili a una villa romana di notevole estensione. Dalla vicina San Giuseppe al Pozzo provengono inoltre un asse romano e un unguentario vitreo miniaturistico.
Il Minotauro del Contrapone: un enigma protostorico
Non solo età romana. Nei pressi di Contrapone, a Passiano, è emerso dal letto di un ruscello un manufatto metallico di straordinario interesse: il cosiddetto Minotauro del Contrapone ritrovato dell’architetto Silvio Fiorillo
Per un approfondimento si rimanda all’articolo dedicato su questo sito.
Cronologia dei principali ritrovamenti
| Dal II sec. a.C. | Sepolture, lucerne e monete romane attestano una frequentazione stabile lungo la fascia dal Passetto a Santo Stefano. |
| II–IV sec. d.C. | Moneta di Antonino Pio a S. Stefano; villa romana a San Martino con ceramica sigillata e monete imperiali. |
| 1907 | Ripostiglio di San Martino: 212 monete tra bronzi fusi e coniati, oggi al Museo Nazionale di Napoli. |
| 2007 | Struttura abitativa con fornace di età romana all’Acqua della Quercia. |
| 2009 | Ara in pietra calcarea e materiali ceramici presso la chiesa del Santissimo Salvatore. |
La somma di questi ritrovamenti disegna un territorio vissuto senza interruzione per oltre due millenni. Passiano non era semplicemente un casale medievale: era già, in età romana e forse ancor prima, un luogo di insediamenti strutturati, produzioni artigianali e scambi. Un patrimonio in buona parte ancora nascosto, che ogni nuovo scavo contribuisce a restituire alla memoria collettiva.
| Fonti — S. Milano, La chiesa del Santissimo Salvatore di Passiano, Area Blu Edizioni, 2020. — A. Carraturo, Ricerche storico-topografiche della Città e territorio della Cava, 1739–1807. — M. Della Corte, descrizione del ripostiglio di San Martino, Museo Nazionale di Napoli. — Arch. S. Fiorillo, analisi del Minotauro del Contrapone (studio inedito). |