Per generazioni il presepe ha trovato il suo posto naturale nella chiesa del convento francescano di Cava de’ Tirreni, allestito ogni anno durante il periodo natalizio. Nessuno, in quei giorni di fine novembre del 1980, avrebbe immaginato che quella tradizione rischiasse di spezzarsi per sempre. Il terremoto dell’Irpinia, che colpì la Campania alle 19:34 del 23 novembre 1980, investì la struttura proprio mentre il presepe era già stato montato sotto la navata sinistra della chiesa.
Il sisma e il recupero dei pastori
Il danno fu ingente. Le scosse fecero crollare parte dell’allestimento e disperdere le scenografie, mettendo a rischio decenni di lavoro e di devozione. Eppure, grazie all’impegno di chi si precipitò tra le macerie, gran parte dei pastori e degli elementi scenografici fu recuperata e messa al sicuro. Quei frammenti di terracotta, di legno e di stoffa divennero il punto di partenza di una rinascita che nessuno, in quel momento, poteva ancora prevedere.
La ricostruzione: frati, artigiani e cittadini
La ricostruzione fu resa possibile dalla determinazione dei Frati Minori del convento e dall’impegno di numerosi cittadini cavesi, che si unirono attorno a un obiettivo comune: restituire alla comunità il proprio presepe. Un contributo decisivo venne dal maestro ceramista Alberto Bucciarelli, insieme a esperti dell’arte presepiale tra i quali si distinse in particolare Pasquale Milite. Con il loro lavoro, e con la volontà condivisa di salvaguardare una tradizione profondamente radicata nel territorio, il presepe tornò gradualmente a vivere, crescendo nel tempo fino ad assumere dimensioni sempre più significative.
Oggi: un percorso di oltre 1.000 metri quadrati
Oggi il Presepe Monumentale è una delle principali attrazioni culturali e religiose della città. L’allestimento occupa oltre 1.000 metri quadrati e trova collocazione permanente al primo piano di un’ala del convento, in spazi che ne consentono una fruizione in condizioni ottimali.
L’opera si distingue per l’ampiezza della scenografia e per la ricchezza dei dettagli. Il visitatore attraversa ambienti, architetture, mestieri e scene di vita quotidiana, ispirati tanto alla tradizione biblica quanto alla realtà del territorio campano. Il percorso accompagna nel racconto della Natività, immerso in un paesaggio animato da centinaia di personaggi, botteghe artigiane, abitazioni, attività agricole e scorci che restituiscono il fascino del presepe tradizionale napoletano.
Come visitarlo
Il presepe è aperto al pubblico ogni anno dall’inizio di novembre fino alla fine di gennaio, durante tutto il periodo delle festività natalizie. Al di fuori di questo arco di tempo è possibile visitarlo su prenotazione, per tutto l’anno: un’opportunità preziosa per studiosi, appassionati e visitatori che vogliono conoscere da vicino una delle più importanti realizzazioni presepiali del territorio campano. Gli orari possono variare, quindi conviene verificarli direttamente con il convento prima della visita.
Il Santuario francescano di San Francesco e Sant’Antonio si trova all’ingresso del Borgo Scacciaventi, in piazza San Francesco, lungo la statale 18 che collega Napoli a Salerno.
Fonti: Santuario francescano di San Francesco e Sant’Antonio (scheda di museionline.info); Eventiesagre.it, scheda “Presepe Monumentale di Cava de’ Tirreni”; Presepi d’Italia, “Cava de’ Tirreni: date e orari”.
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