Un’opera grandiosa che attraversa il cuore del Meridione
La Strada Regia delle Calabrie rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’ingegneria borbonica nel Sud Italia. Questo antico asse viario, che si estende per circa 240 chilometri attraversando 44 comuni da Napoli a Castrovillari, ha il suo momento più suggestivo proprio nel passaggio attraverso Cava, dove il paesaggio muta radicalmente dalle colline calabresi verso il mare Tirreno.
Le origini antiche: dalla Via Popilia alla Strada Regia
La storia di questa strada affonda le radici nell’antica Roma. Il tracciato ricalca infatti quello della Via Popilia meridionale, conosciuta anche come Via Capua-Rhegium, costruita nel 132 a.C. per volontà del console Publio Popilio Lenate. Questa importante arteria romana, la cui esistenza è documentata dal famoso Elogium o Lapis Pollae (una targa commemorativa scoperta nel 1732 a Polla e oggi conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli), collegava stabilmente Roma con Reggio Calabria, toccando le principali città del Meridione: Capua, Nola, Nocera, Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Nel corso dei secoli medievali, la mancanza di manutenzione e la scarsità di traffici terrestri avevano ridotto questa importante via di comunicazione a poco più di un sentiero di campagna. Il primo tentativo di ripristino si ebbe nel 1562 sotto il viceré spagnolo Duca d’Alcalà, ma furono interventi superficiali e non duraturi, spesso vanificati dalle frequenti alluvioni.
La rinascita borbonica: l’opera di Ferdinando IV
La vera rinascita di questa arteria si deve a Ferdinando IV di Borbone che, nel 1778, ordinò la costruzione di una nuova strada che unisse Napoli a Reggio Calabria. L’opera, affidata all’ingegnere militare Pasquale Landi, rappresentò una sfida ingegneristica straordinaria, considerata la natura impervia del territorio meridionale.
I lavori procedettero speditamente e nel 1779 venne inaugurato il primo tratto della nuova “Strada Regia delle Calabrie”. L’importanza di quest’opera è magnificamente espressa nelle solenni parole latine incise su un’antica epigrafe che sorge poco dopo il ponte sul fiume Sele, nei pressi del Real Sito di Persano:
“Ospite cessa di ammirare le antiche vie Flaminia, Aurelia, Appia, portenti dall’antica ingegneria. Questa strada di 300 mila passi che va fino a Reggio già impraticabile è divenuta ora, comodissima agli scambievoli rapporti fra provincie. Questa opera che provvidamente volle Ferdinando IV Re di Napoli e Sicilia, Pio Felice Augusto, edificata a spese dall’Erario Regio, dei Sacerdozi, delle Provincie, dei Municipii, è tua, un miracolo non solo dell’Italia ma di tutto il mondo. Per il numero dei ponti e delle arcate il taglio delle montagne la deviazione dei fiumi il rialzamento delle valli la rimozione degli ostacoli, prendila.”
Agli inizi del 1784, la strada risultava completata da Napoli fino a Casalbuono, in provincia di Salerno.
Un patrimonio storico da riscoprire
Lungo il tracciato della Strada Regia è possibile ammirare un patrimonio storico e architettonico di inestimabile valore:
- Stazioni postali ottocentesche che fungevano da punti di sosta per viaggiatori e corrieri
- Taverne storiche che rappresentavano le “aree di servizio” dell’epoca, alcune delle quali hanno ospitato personaggi illustri come Giuseppe Garibaldi, Carlo Pisacane e scrittori del Grand Tour come Wolfgang Goethe
- Il ponte del Verticillo sul fiume Sele, realizzato tra il 1624 e il 1625 e ricostruito nel 1757 sotto la direzione di Luigi Vanvitelli
- Resti dell’antica Via Popilia romana, costruita 2200 anni fa
- Il castello di epoca normanna nel centro storico di Castrovillari
- Il battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore
Cava de’ Tirreni: crocevia di storia e spiritualità
Cava de’ Tirreni occupa una posizione strategica lungo questo antico cammino, rappresentando uno dei passaggi più evocativi dell’intero percorso. Qui il paesaggio si trasforma completamente, offrendo ai viaggiatori il primo assaggio del mare Tirreno dopo il lungo attraversamento delle terre calabresi.
Ma la Strada Regia delle Calabrie rappresenta anche un importante percorso di pellegrinaggio per i fedeli diretti al Santuario di San Francesco di Paola. Il santo, patrono della Calabria, transitò anche per la nostra città, lasciando tracce indelebili della sua presenza spirituale.
Un progetto di rilancio moderno
Nel 1962, con la realizzazione della A3 Salerno-Reggio Calabria, la Strada Regia venne tagliata fuori dai grandi flussi di traffico, isolando tutti i borghi che un tempo erano sedi delle antiche stazioni di posta. Questi centri sono rimasti incastonati in un paesaggio aspro e incontaminato, custodi silenziosi di secoli di storia.
Oggi Archeoclub d’Italia, sotto la guida dell’architetto Luca Esposito, sta lavorando alla riqualificazione in chiave culturale e turistica di questo antico cammino e di tutti i piccoli borghi attraversati, nell’ambito del progetto di sviluppo turistico “La Strada Regia delle Calabrie”.
L’obiettivo è far conoscere le bellezze, la storia e le antichissime tradizioni di ospitalità e accoglienza di questi luoghi, restituendo alla Strada Regia delle Calabrie il ruolo di importante itinerario culturale del Meridione d’Italia.
Un’eredità da valorizzare
La Strada Regia delle Calabrie non è solo un percorso stradale: è un viaggio attraverso la storia, un ponte tra passato e presente che unisce paesaggi mozzafiato, tradizioni millenarie e testimonianze artistiche di inestimabile valore. Per Cava de’ Tirreni, essere parte di questo progetto significa riscoprire e valorizzare il proprio ruolo di crocevia storico nel cuore del Mediterraneo.